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Caccia: rottura tra i Presidenti degli ATC del Lazio e l'Assessore Hausmann

 

© Carlo Hausmann e Ciro Battisti
© Carlo Hausmann e Ciro Battisti

 
 
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«Ci sentiamo presi in giro» afferma il presidente dell'Atc Rieti 1 Ciro Battisti

     

dalla Redazione
mercoledì 5 luglio 2017 - 19:48


Ieri all'incontro in Regione tra l'Assessore e gli ATC laziali erano presenti solo i Presidenti dei due ATC romani, mentre Rieti, Viterbo, Latina e Frosinone non si sono presentati. Il tutto perché il disciplinare firmato dal Presidente Zingaretti su proposta dell'Assessore non risponde minimamente alle esigenze gestionali degli Ambiti.

«Ci sentiamo presi in giro dall'Assessore Hausmann. - afferma il presidente dell'Atc Rieti 1 Ciro Battisti. - Tutti i buoni propositi iniziati con il primo incontro in regione avvenuti a marzo si sono dimostrati vani. L'Assessore aveva richiesto agli ATC laziali di produrre delle proposte congiunte circa il calendario venatorio, il disciplinare di caccia al cinghiale oltre ad altri regolamenti di gestione».

«È proprio da quell'incontro a Roma - spiega Battisti - che tutti gli ATC del Lazio hanno iniziato un percorso condiviso di quattro incontri che ha portato alla elaborazione di proposte collaborative che snellivano la gestione ma soprattutto consentivano un controllo puntuale. Il punto della situazione e che abbiamo fatto un lavoro che non è stato preso minimamente in considerazione, infatti di circa 20 punti suggeriti sul disciplinare di caccia al cinghiale non è stato accolto neanche uno».

«Tempo perso - continua Battisti. - Avevamo fatto proposte, sia al calendario venatorio che al disciplinare, deliberate precedentemente dai Consigli Direttivi di ciascun ATC, che ci aiutavano a semplificare e migliorare la gestione compresa quella più problematica del cinghiale e invece ci ritroviamo un disciplinare non condiviso ma soprattutto inaccettabile sotto l'aspetto gestionale».

«Squadra vincente non si cambia, - afferma Battisti - Negli ultimi anni nell'ATC Rieti1, grazie alle squadre di caccia in braccata, abbiamo fatta una gestione puntuale della specie cinghiale diminuendo le entità dei danni e quindi di conseguenza il numero dei capi, mettendo la specie sotto controllo. Oggi invece per come è concepito il disciplinare si fanno diversi passi indietro. Si prevede una riduzione del 60% delle zone che superano i 600 ettari di grandezza con conseguente liberazione di territori che invece vanno obbligatoriamente gestiti e con squadre composte da minimo 35 iscritti (cosa impossibile nei territori del cratere). Si prevede una forte presenza di zone adibite alla girata (decreto 747/2016) quando nel reatino non abbiamo neanche una squadra abilitata con conseguente ingresso sui territori di squadre abilitate provenienti da fuori provincia. Per finire, tra tante altre carenze, quella della beffa dei punteggi dati ai cacciatori provenienti da Roma che vengono equiparati ai cacciatori residenti in altri distretti del nostro ATC».

«Siamo comunque pronti a fare il primo passo, - conclude il Presidente dell’Atc reatino - tant'è che abbiamo convocato i capisquadra per il giorno 12 luglio alle ore 17 presso la sala Consiliare della 5 Comunità Montana. Noi ne vedremo delle belle!».





 

 

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