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Mauro Corona incontra Amatrice

 

Mauro Corona
Mauro Corona

 
 
virgolette

A 10 mesi dal sisma l’evento di cultura del CAI Lazio e della sezione di Amatrice

     

di Ines Millesimi
venerdì 16 giugno 2017 - 07:34


Un evento importante, quello a cui non si può mancare per vivere un’esperienza emotiva forte quando le montagne sono in movimento:  Mauro Corona ad Amatrice sabato 17 giugno alle ore 18 nel Palazzetto dello Sport, al centro del borgo colpito dal sisma del 24 agosto scorso. Obbligatoria la prenotazione email  a cultura@cailazio.it (info 333.80.20.868) per assicurarsi l’accesso fino a esaurimento posti disponibili e consentire l’organizzazione logistica dell’evento.

A quasi dieci mesi da quella data, il CAI Lazio con il suo gruppo Cultura, insieme con l’infaticabile sezione di Amatrice, senza più una sede ma sempre proattiva sui Monti della Laga dove oggi esplodono i colori dei fiori, stanno organizzando un incontro con il formidabile scrittore, scultore e arrampicatore Mauro Corona. La serata è patrocinata dal Comune. 

Ben lieto di incontrare la comunità di Amatrice con gli alpinisti che vivono nel cratere e i tanti lettori dei suoi libri, Corona narrerà se stesso, l’esperienza della tragedia del Vajont, la trasformazione di Erto, la visione della vita partendo dai suoi libri e dal suo ambiente: boschi, pareti di roccia, montagne, e un buon bicchiere di rosso. Ilsuo ultimo libro Quasi niente (ed. Chiare lettere), scritto con Luigi Maieron, può considerarsi un manifesto per cambiare rotta in una società sempre più liquefatta, impoverita nella corsa “al quasi tutto e subito”, sfiaccata da rapporti umani più freddi, muta perché i problemi sono ormai percepiti irrisolvibili, dalla mancanza del lavoro a quello della sicurezza, allo sfruttamento ambientale e alla sottovalutazione delle sue conseguenze per il pianeta e per le nuove generazioni.

Economie comprese. Corona parla a tutti, arriva al cuore di ognuno senza cadere nella fuga nostalgica in un tempo che non esiste più. Se può irritare, è perché dice verità scomode anche ai potenti o ai giornalisti che lo intervistano in tv. Crozza lo imita ma lui se ne infischia, anzi ride di gusto e chiude con una battuta: mi fa pubblicità, magari sono conosciuto di più e i miei libri sono più letti.

Il che è un bene, perché c’è più insegnamento diretto in quelle pagine, da Il volo della martora in poi con esempi reali e immagini plastiche di vita, che in tanto parlare egoico e autoreferenziale sul web, sui giornali e nei talk show.


Il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi avrà il piacere di stringere la mano ad un uomo che gli scarponi non se li toglie mai; il sindaco li evoca quando i decisori gli fanno visita nel container dove si bolle d’estate e dove si lavora tutto il giorno nella faticosa e burocratica salita per la ricostruzione di uno dei più bei borghi d’Italia. Chi porta promesse, chi dispensa annunci e rassicurazioni ma non fa abbastanza e presto hic et nunc, chi cerca il riflettore e la passerella ad Amatrice, o chi si fa un selfie davanti alle macerie che sono ancora lì, lo prenderebbe metaforicamente a pedate.


Ad Amatrice Mauro Corona racconterà storie e personaggi, aneddoti e riflessioni, scalderà il pubblico con il suo sarcasmo e regalerà qualche pensiero da portarsi a casa,a chi la casa ce l’ha, e a chi è sfrattato a tempo dalla sua terra ma torna ad Amatrice commuovendosi  ancora. Montagne e vita dura, aspra e dolce come quella che si fa nei paesi di montagna dove “non nevica firmato”,  saranno evocate con la consapevolezza che le parole sono migliori del silenzio, non sono superflue se aiutano a stare insieme, a tenere insieme una comunità frantumata; sono importanti compagne anche nel vivere questo nostro breve e unico passaggio al mondo, sempre che il nostro stare al mondo sia fatto di cose concrete, anche piccole, legate alla terra e ai bisogni necessari. 

Corona esorta a costruire con le mani e con l’impegno che ci mette l’artigiano: una sorta di meditazione attiva che può ridare il gusto ai giorni, il gusto alle cose che si creano. Chi cammina in montagna lo sa: ammirare un muretto a secco lungo il sentiero, una catasta ordinata di legna, un paesaggio terrazzato lavorato dall’uomo. Corona risveglierà ad Amatrice l’homo faber di cui ora ha bisogno. Nel luogo simbolo d’Italia visitato dal papa, dal principe, dai capi di stato e di governi, sorvegliato dalla bellissima catena della Laga, nascerà la Casa della Montagna, un progetto sostenuto dai soci del CAI che sta avanzando con il supporto di Anpas e Edison con i quali il 7 giugno si è incontrato il sindaco di Amatrice.

L'incontro ha coinvolto tutti i soggetti sostenitori e attuattori del progetto, tra questi il Presidente del CAI di Amatrice Marco Salvetta e il Presidente CAI Lazio Fabio Desideri con la presenza del vice Presidente Generale del CAI Lorella Franceschini.

L’evento di Corona ad Amatrice si è reso possibile grazie a Reale Mutua e Montura, main sponsor  e negli anni passati sostenitore di “Montagne nel cuore - Percorsi di cultura in montagna” divenuti il contenitore di eventi del CAI Lazio; ed è proprio nella cultura che  G.R. Lazio, attraverso un gruppo di lavoro giovane e ben strutturato,  sta investendo la gran parte delle sue risorse, sia fisiche che economiche.


Per le info sull’evento, il primo di una serie, visita www.cailazio.it  e www.caiamatrice.it.









 

 

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