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Amatrice: il racconto di una storia con lo sguardo al domani

 


 
 
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I ragazzi dell'Istituto Tecnico per Geometri "U. Ciancarelli" di Rieti visitano la città

     

di Sandro Aruffo
mercoledì 10 maggio 2017 - 08:25


Gli studenti dell'indirizzo Costruzioni Ambiente e Territorio (CAT) dell'Istituto Tecnico per Geometri "U. Ciancarelli" di Rieti sono andati ad Amatrice per proseguire nelle attività collegate alla rete di scuole RESISM cui aderisce, istituzione finalizzata all'apprendimento e alla divulgazione delle conoscenze scientifiche dei fenomeni sismici, delle loro cause e conseguenze e alla riduzione del rischio sismico.

Primo obiettivo: incontrare Saro Rubei a lungo contattato dalla prof.ssa Loriana Formichetti. Sin dall'inizio della adesione alla rete, sollecitata all'istituto da parte dell'Ing. Giovanni Manieri di Bologna subito dopo il primo evento, ci si è domandati come dare un contributo alle tematiche relative all'antisismica da parte di una scuola tecnica posta proprio a ridosso dell'epicentro, come peraltro Ascoli Piceno e Norcia anch'esse inserite nella rete.

Dopo le attività sostenute dal Collegio Geometri di Rieti, come il viaggio all'Aldini Valeriani Sirani di Bologna, la mostra tenuta durante l'incontro con il vigile di New York Robert Triozzi in occasione di Santa Barbara nel Mondo ed in seguito esposta al Perseo e inoltre le lezioni con esperienze pratiche organizzate in aula magna della Sabina Universitas, ci si è domandati come avere un primo contatto proprio con le zone direttamente colpite. Chiaramente si è dovuto attendere il tempo necessario per poter accedere in alcune zone della città con il dovuto rispetto per le vittime e logicamente in ottemperanza alle esigenze tecniche, logistiche e di sicurezza.

L'intento è stato quello di osservare, per quanto possibile, i meccanismi di collasso delle strutture che seguono linee ormai ben note, di vedere alcune delle opere provvisionali improntate e di vedere quelle strutture che invece, nonostante la severa sequenza di scosse, hanno avuto un comportamento adeguato con particolare riferimento alla salvaguardia delle vite umane. Preziosissimo è stato perciò il contributo dell'architetto Giulio Aniballi, che da giovane ha frequentato proprio il Ciancarelli, che ha fatto da guida ai ragazzi.

Prima nella Area Food progettata dall'architetto Stefano Boeri con la sua vetrata rivolta verso la vista mozzafiato delle montagne ancora innevate, ha illustrato le caratteristiche ed i dettagli architettonici e tecnici delle strutture in legno lamellare. Poi nella zona dell'Opera Don Minozzi, che ospitò fino a cinquecento ragazzi orfani di guerra, per vedere il comportamento di questo particolare sistema strutturale formato da cemento armato e muratura con ricorsi, sia in mattoni e in cemento, e con finestre cerchiate sempre in calcestruzzo armato.

Infine, a ridosso della chiesa di S. Agostino, dove è in riallestimento un'area verde con opere di sostegno in pali di castagno e talee in rosmarino che seguono appieno i dettami della ingegneria naturalistica per cominciare a restituire un altro angolo di normalità. Quindi il piedistallo muto per la temporanea assenza della statua del grande Nicola Filotesio, il Cola dell'Amatrice, ora in restauro. Poi la vista esterna della sede dell'allora SIP apparentemente del tutto incolume. Infine l'incontro con Saro Rubei personaggio sicuramente singolare e poliedrico che ha concesso ai ragazzi una bellissima intervista.

Ha una bella età ed ha risposto alle domande di Cecilia Desideri sotto le riprese di Giacomo Putignani e del prof. Silvio Massimi. Il suo racconto va ai tempi andati con lo sguardo sulla storia di un uomo che ha visto l'Italia uscire dalla Guerra ed avviarsi alla prosperità del boom economico. La foto che mostra l'allestimento del solaio della sua abitazione con le maestranze di allora è un prezioso contributo per capire effettivamente alcuni dei dettagli costruttivi.

I ragazzi non potevano non notare la sua Ferrari, le foto con i cavalli che si affacciano dalle finestre, gli animali da cortile, i camini, il letto con riscaldamento a serpentina testimonianza di uno slancio vitale e creativo da augurare ad ogni giovane. Pensa alla sua Ferrari ed ad un suo desiderio tracciato a pennarello su un foglio di carta. Si guarda negli occhi con Giulio ricordando nomi e storie per noi misteriosi, ma cari e presenti al loro ricordo. Il suono dell'organetto e del tamburello dei giovani studenti Lorenzo Carnassale e Francesco Panfili che rendono omaggio a lui e alle sue montagne hanno riecheggiato per un po', come consolazione e come una finestra sul domani.








 

 

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