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Un pendolare al sindaco, presente e futuro

Giuseppe Gizzi

Parliamo con Giuseppe Gizzi. Senza un servizio di trasporto pubblico efficace soffrono i pendolari e l’economia reatina

24/05/2017 19:14 

 

Amministrative, parliamo con Antonio Cicchetti

© Antonio Cicchetti

Č stato il primo sindaco reatino eletto direttamente dai cittadini. Dopo tanti anni ci riprova con #IoCiSto, segno digitale di modernitą e rinnovamento

11/05/2017 08:57 

 

Giovanni Bachelet sul referendum

Giovanni Bachelet

«Siete cittadini adulti. Pensate con la vostra testa… E poi qualunque cosa abbiate deciso andate a votare: ne va del futuro vostro e dei vostri figli»

25/11/2016 07:26 

 
 

 
   

 

 

Intervista a Giosuč Calabrese, candidato sindaco

 

© Giosuč Calabrese
© Giosuč Calabrese

 
 
virgolette

Inutile pensare al passato, č guardando al presente che si costruisce il futuro. Una sola lista civica per evitare i contentini

     

di Rosella Vivio
martedģ 2 maggio 2017 - 09:05


«Rieti città dell’economia verde, città solidale, città dell’equità, città dell’energia, città digitale, città della salute, città produttiva, città della cultura, città dello sport e città dei giovani». Questo era ciò che cinque anni fa prometteva di realizzare Simone Petrangeli se fosse diventato sindaco.  Era il rinnovamento che i reatini aspettavano dopo quasi un ventennio di amministrazione di destra, sempre più asfittica, padronale, clientelare e spendacciona. Promesse che una campagna elettorale frizzante e perfettamente confezionata rese irresistibili.

Per la destra fu la sconfitta.  Petrangeli, grazie alle primarie del Pd vinte e sostenuto da un ampio schieramento di centrosinistra, si prese l’onere, e l’onore, del governo della città. Sembrò una doppia primavera, stagionale e politica. Nei primi giorni, dopo la vittoria del giovane sindaco, uno spirito di rinascita animava i cittadini. La piazza del Comune, come rinvigorita, ospitava volti di cittadini, molti giovani, raggianti  Le attese erano tante. Troppe.  

Poco dopo tutto iniziò ad affievolirsi. Nulla di quanto promesso si è avverato. Il quinquennio di Petrangeli sindaco, da partecipato, inclusivo e ottimista che doveva essere, è scivolato via caratterizzandosi come pedante, «ragioneristico», litigioso, emotivamente piatto e indifferente ai problemi di chi è morso dalla crisi. Al centro di tutto, dall’inizio alla fine, c’è stato il debito ereditato dalla destra.  Un debito utilizzato per giustificare quanto è rimasto promessa e affrontato con l’istituto del predissesto.  Una scelta che ha molti critici, visto che a pagarne il peso  sono i cittadini e non la classe politica che ha prodotto il debito. Questo lo avrebbe consentito solo il dissesto.

Paolo Bigliocchi, ha detto che un bilancio da risanare «non scalda i cuori». Vero, ma nemmeno dovrebbe gelarli. Ed è il gelo prodotto che ha convinto Cicchetti e Calabrese a scendere di nuovo in campo, forti della propria esperienza amministrativa.  Giosuè Calabrese, ex presidente della provincia ed ex aspirante sindaco di Rieti nel 2007, quando partecipò alle primarie del Pd venendo sconfitto da Gaetano Papalia, poi battuto da Giuseppe Emili, parla della sua candidatura e di ciò che farebbe da sindaco.

Qualcuno sostiene che nel 2007 fu un errore del Pd puntare su Papalia e che con Clabrese si sarebbe vinto. Altri sostengono che la tua candidatura oggi sia una vendetta personale nei confronti del Pd.

Ai primi dico che la storia non si fa con i se. Nel 2007 andò in un certo modo ed è difficile dire se avrei potuto battere Emili. Io penso di sì (ride). Posso dire che le condizioni c’erano, ma è inutile stare a pensarci oggi. Oggi bisogna pensare al presente per costruire il futuro. Ai secondi, invece, posso dire che fare il processo alle intenzioni indica  una carenza di critiche sostanziali da muovermi.

Ad agosto dello scorso anno, qualche giorno prima del terribile terremoto che ha devastato Amatrice, ti feci un’intervista a proposito del “ristoro” che Acea deve alla Sabina per lo sfruttamento delle sue sorgenti  intitolata  “ Giosuè Calabrese: al “ristoro” serve coraggio”, ancora disponibile sul web. Ti chiesi se stavi pensando a una possibile candidatura e se da sindaco ti impegneresti di nuovo a favore del risarcimento economico di nuovo bloccato, questa volta dal sindaco Raggi.

Alla seconda domanda rispondo di sì. Riguardo alla prima, ricordo di averti risposto che stavo ricevendo sollecitazioni in tal senso, ma che avevo bisogno di pensarci. In quel momento l’idea di candidarmi era ancora una ipotesi remota. Le sollecitazioni non avevano colto nel segno in maniera tale da convincermi..

Cosa è cambiato da allora?

C’è stato il terremoto, la crisi prodotta nell’area del cratere, mi ha spinto a dare ascolto alle sollecitazioni che sono continuate. Dopo aver visto morire tante persone che conoscevo, io sono originario di Posta, a un certo punto ho fatto delle riflessioni. La prima è che potevo essere utile nel capoluogo sabino, sede del Commissario alla ricostruzione., ma  non da comprimario. Viviamo un momento dove serve conoscere il sistema dell’amministrazione, saper far funzionare al meglio la macchina, gli uffici, e saper prendere decisioni. Credo di avere sufficiente esperienza per gestire la complessità che oggi presenta l’istituzione comunale.

Tu sei sostenuto da una lista civica, ma c’è chi dice che sei un professionista della politica e che tanti che sono con te sono altrettanto legati ai partiti. Ad esempio l’Udc

Lista civica non vuol dire avere una verginità partitica. Quello lo chiede il M5S. Lista civica vuol dire che persone di diversa sensibilità politica si mettono insieme intorno a un progetto amministrativo. La lista che mi sostiene è fatta di moderati che  non chiedono aiuto ai partiti per avere il consenso, lo chiedono direttamente ai cittadini, ascoltandoli e provando a spiegare le ragioni per cui dovrebbero darmi fiducia. Io, poi, non ho tessere di partito.

Paolo Fosso, ora ritirato dalla corsa amministrativa, dice di averti invitato a far parte della sua lista civica, ma che tu hai rifiutato. Secondo Fabio Andreola, spin doctor di Fosso,  l’operazione sarebbe stata vincente. Molto più efficace dell’ingresso di Paolo nella tua lista. 

Sì, ma ho risposto a Paolo, persona cortese quanto mai, che la sua candidatura valeva il 3% e che sarebbe stato meglio che loro si unissero a noi. Purtroppo non sono riuscito a convincerlo. Peccato.

Un tuo avversario sarà Cicchetti, reatino doc. Dalla sua ha una forte osmosi con la città. Tu, come hai ricordato, sei di Posta, come pensi di superare la tua alterità originaria con Rieti.

È vero che non sono nato a Rieti, ma da presidente della provincia, ho sempre messo al primo posto l’interesse del Capoluogo. Poi, la contaminazione è sempre un bene. Una città aperta che si lascia contaminare ha un futuro. Una città che si chiude diventa asfittica. Muore di propri limiti.

Cosa hai fatto di buono per Rieti da presidente della Provincia? Come hai aiutato il suo sviluppo?

Penso che l’Università sia stata una buona cosa. Fu una operazione culturale e materiale portata avanti da quattro scellerati che lavorarono senza nemmeno il rimborso spese. 

E l’evoluzione che ha avuto ti convince?

No. Superati i mille iscritti, la sua razionalizzazione da fondazione a ente consortile è stata una operazione sacrosanta. Poi, però, è diventata una poltrona da occupare e non una realtà da far crescere. Crescere vuol dire darsi un programma basato, oltre che sul bilancio, sulla caratterizzazione e l’attualizzazione. Nella mia idea l’Università non voleva essere quella “sotto casa”.

Caratterizzazione e attualizzazione che significano?

All’inizio ci si muove necessariamente col criterio quantitativo: più facoltà possibili.  Al tempo l’area della sanità andava benissimo. Oggi serve altro. Attualizzazione vuol dire questo. Caratterizzazione significa relazione col territorio e specializzazioni che trovi solo qui. Oggi, dopo il sisma, Rieti ospita il Commissario per la ricostruzione. Perchè non immaginare facoltà che formino tecnici dell’emergenza, esperti di tecnologie innovative? E perché non pensare a facoltà della logistica e dei trasporti sostenuta in termini di esperienza da Amazon? In questo modo Rieti si connetterebbe al Polo della Logistica di Fara Sabina.

Quali sono per te i principali problemi di Rieti?

Il lavoro e l’isolamento. Due cose connesse. Manca il lavoro perché Rieti è isolata.

Colpa delle infrastrutture che mancano.

Sì, ma anche dell’isolamento mentale. Oggi le strade sono anche immateriali ed è su quello che bisogna lavorare, oltre che sul miglioramento delle strade e della ferrovia.  Se voti Cicchetti perché è reatino denoti isolamento mentale. Oggi un sindaco di Capoluogo di provincia, per la condizione incerta e sottofinanziata in cui si trovano le province, ha la funzione del presidente della Provincia e  deve immaginarsi come un collettore di territori e comuni più piccoli. Soprattutto, bisogna stabilire un rapporto di reciprocità con Roma. Le strade non vanno pensate solo per partire da Rieti, anche, direi soprattutto, per arrivarci. E bisogna cercare imprenditori che vogliano investire a Rieti. Spetta alle istituzioni locali rendere interessante e attrattivo il territorio. Penso alle famose ex aree industriali

Ci sono “ poteri forti” a Rieti? Se sì da quale parte stanno?

Poteri forti ce ne sono stati. Sicuramente la Fondazione al tempo della elezione di Petrangeli diede una mano. Non lo dico in senso negativo. Solo descrittivo. Oggi non mi sembra lo stia facendo. Ci sono altri “poteri”, chiamiamoli così, che agiscono in modo negativo. Quelli che scambiano il consenso con le assunzioni in aziende miste a maggioranza comunale. Si chiama clientelismo.  Mi fermo qui.

Parli di Asm?

Non aggiungo altro.

Petrangeli, al tempo in cui fu eletto, promise agli abitanti di Casette di non far passare sul loro territorio l’ultimo tratto della Rieti-Torano. In realtà poi si è defilato. Tu cosa pensi di fare e soprattutto quale tracciato appoggeresti?

Proprio ieri ho chiamato l’Astral, ma non ho avuto risposta. Riproverò domani. Comunque, io penso che un ammodernamento strutturale non deve mortificare i diritti altrui. Io sarei per la proposta di Cittaducale, ovvero, col passaggio a ponte Figureto per  innestarsi sulla Salaria in località Cardito. A lume di naso i costi sarebbero equivalenti a quelli del tracciato della Provincia.  

Il sindaco uscente ha nominato nove assessori.  Non pensi che un Comune in predissesto, con solo cinque dirigenti, dovrebbe risparmiare sulla politica? A che servono tanti assessori?

Se a sostenerti sono tante liste e tanti partiti devi dare il contentino a tutti. Ecco perché io voglio essere sostenuto da una sola lista. Per avere le mani libere e nominare persone preparate che non vedano nel ruolo pubblico un possibile collocamento lavorativo. I miei assessori debbono essere meno di nove di sicuro e debbono  avere un lavoro. Solo così potrò dimezzare le attuali indennità di sindaco e squadra.

Non credi che il cittadino, più che chiedere di pagare poco i suoi rappresentanti dovrebbe pretendere risultati?

Sono d’accordo, ma in un momento tanto difficile tutti debbono  contribuire a ridurre il disagio della città.

Il centro storico langue e dopo il terremoto lo spopolamento appare vistoso. Come pensi di riportarlo in vita?

Per cominciare penso al recupero del Mercato Coperto. Riportare la vendita dei prodotti tipici locali dell’agroalimentare, all’interno della città significa rigenerare la vita del centro storico e attrarre clienti anche da Roma e dintorni.

E come si fa senza un sistema di parcheggi articolato e non tutti a pagamento?

Ormai in tutte le città il sistema dei parcheggi è a pagamento. L’importante è renderli efficienti e meno costosi. Ad esempio con tariffe agevolate per i compratori. Penso, poi, a un collegamento tra parcheggio coperto e mercato coperto e predisporre un razionale Piano del traffico e una altrettanto razionale mobilità interna dei trasporti. Il tutto in base ad obiettivi da studiare con le categorie interessate al commercio e con gli abitanti. Ridurre la Ztl. come propone Cicchetti, non serve a niente.

Dove si prendono i soldi per fare quanto dici ?

Dai progetti europei.

Per chiudere, parliamo della sanità locale. La Asl è stata commissariata. Tu sei stato Direttore Amministrativo dell’Ares 118 della Regione. Cosa pensi della commissaria Marinella D’Innocenzo che conoscerai sicuramente?

La conosco e penso che sia persona molto capace. Farà sicuramente bene alla nostra sanità.








 

 

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