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Giovanni Bachelet sul referendum

 

Giovanni Bachelet
Giovanni Bachelet

 
 
virgolette

«Siete cittadini adulti. Pensate con la vostra testa… E poi qualunque cosa abbiate deciso andate a votare: ne va del futuro vostro e dei vostri figli»

     

di Rosella Vivio
venerdì 25 novembre 2016 - 07:26


Conosco il professor Giovanni Bachelet da una quindicina d’anni, da quando eravamo entrambi a L&G. In tre lustri di cose ne sono successe tante e molte sono state le delusioni per chi, come chi scrive, la politica è, dovrebbe essere, la forma più alta dell’agire civico. Un’idea, questa, condivisa da Giovanni Bachelet, da sempre impegnato a favore del bene del paese. Una cosa buona nel tempo trascorso tuttavia c’è stata: la mia stima per Giovanni, per la caratura della sua onestà intellettuale, non ha mai avuto occasioni per essere incrinata. A lui, cattolico e laico,  attivo ulivista, deputato del Pd nel IV governo Berlusconi, presidente del “ Forum istruzione della scuola ”con Bersani segretario, oggi tornato per scelta ad insegnare Fisica all’Università di Roma, dove è professore ordinario, ho chiesto di rispondere ad alcune domande sul Referendum del 4 Dicembre.

A meno di due settimane dal referendum, proviamo a fare il punto della situazione. Intanto dimmi come voti e perché.

Da parlamentare di una sola legislatura (2008-2013) ho sperimentato che oggi, a Costituzione invariata, fa quasi tutto il Governo. La sovranità del Parlamento è espropriata da terribili doppiette decreto+fiducia, che dopo qualche sgridata i Presidenti della Repubblica e delle Camere concedono sempre al Governo (qualsiasi esso sia: di centro di destra o di sinistra) perché necessarie a prendere in alcuni mesi (anziché alcuni anni) decisioni essenziali per il Paese. In quegli anni mi sono perciò persuaso che per restituire forza al Parlamento bisogna abolire il bicameralismo paritario. Io l'avrei fatto in modo diverso rispetto alla riforma approvata, ma il 4 dicembre, dopo il lungo lavoro svolto dal Parlamento per la revisione costituzionale, come cittadino posso solo dire un sí o un no, e voterò si perché sulla cosa più importante sono d'accordo.

Dammi un giudizio sulla campagna referendaria. Il clima che ne ha caratterizzato il percorso come lo definiresti?

Sia nei media tradizionali sia nei social networks il clima ricorda piú il tifo da stadio che un dibattito civile sul merito della riforma, ma forse è inevitabile di fronte a una scelta secca fra un sí e un no. Devo aggiungere che fra parenti amici e studenti trovo invece serietà, curiosità, sete di approfondimento e disponibilità a cambiare idea. Si direbbe insomma che media vecchi e nuovi vedano solo la parte piú rumorosa e meno riflessiva della società. Forse anche questo è inevitabile, ma magari riserverà sorprese al momento del voto.

Sei convinto anche tu che Renzi abbia sbagliato a “personalizzare” il referendum?

Renzi avrà fatto male, ma se anche l'avesse evitato avremmo comunque, nei fatti, un referendum sulla sua leadership: la riforma costituzionale l'ha proposta il suo Governo e vi ha investito due anni di lavoro parlamentare, se il popolo sovrano dice no è una bocciatura anche per lui. E' sempre cosí: dopo la Brexit Cameron (che diversamente da Renzi non ha personalizzato) si è dovuto dimettere in tutta fretta. De Gasperi nel 1953 propose una legge elettorale con premio di maggioranza, perse e non fu piú presidente del Consiglio. De Gaulle nel 1957 propose una nuova costituzione (semipresidenziale, tuttora in vigore in Francia), vinse e rimase leader per una decina d'anni.

Cosa ti senti di dire sulla cosiddetta minoranza che voterà No? Il fatto che la riforma sia stata votata in Parlamento come si può giustificare?

Non ho parole per commentare il caso di un parlamentare che nell'arco di due anni approvi per tre volte, con il suo voto in aula, una riforma cosí importante (tre sono state le "letture" da parte di ciascuna Camera, una in piú di quanto prevede l'articolo 138 della Costituzione) e poi al referendum faccia propagranda per il no. O forse sí, le parole di Totò ad Aldo Fabrizi nel film "I tartassati": mi sarà sfuggito un pro, ma ero contro.

In tanti temono che la vittoria del No possa rappresentare non solo una sconfitta di Renzi, ma anche, forse soprattutto, un pericolo per la condizione economica dell’Italia e per l’Europa. Tu cosa ne pensi?

Con il No non prevedo catastrofi ma "solo" la condanna ad essere ancora a lungo governati da governi di larghe intese, poco autorevoli in campo internazionale e poco capaci di rilanciare l'economia del Paese.

Tu sei molto vicino al mondo cattolico. Perché un credente dovrebbe votare a favore della riforma? Pensi che la legge sulle unioni civili possa portare a scegliere il No contro questo governo?

Direi che non c'entra niente.

Cosa ti senti di dire al popolo degli indecisi per convincerli ad andare a votare e magari fare la tua stessa scelta?

Siete cittadini adulti. Pensate con la vostra testa. Scaricate il documento pdf della Camera che contiene il confronto degli articoli della Costituzione modificati dalla riforma con quelli vigenti. Consigliatevi con amici e parenti. E poi qualunque cosa abbiate deciso andate a votare: ne va del futuro vostro e dei vostri figli.








 

 

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