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Un pendolare al sindaco, presente e futuro

Giuseppe Gizzi

Parliamo con Giuseppe Gizzi. Senza un servizio di trasporto pubblico efficace soffrono i pendolari e l’economia reatina

24/05/2017 19:14 

 

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Vita da pendolare. Ne parliamo con Mitolo

 


 
 
virgolette

Piccole cause per grandi effetti. Chi gestisce il sistema del trasporto pubblico regionale o č incapace o sciatto. E la Regione appare nemica

     

di Rosella Vivio
venerdģ 18 novembre 2016 - 17:16


Quello che emerge con chiarezza, parlando con alcuni pendolari reatini che ogni giorno raggiungono Roma per lavoro, è che chiunque sia il responsabile della ristrutturazione del trasporto pubblico laziale, non sembra essere stato ancora in grado di riuscire a  coniugare la razionalità dell’ammodernamento del sistema con i bisogni di chi è costretto ad utilizzarlo quotidianamente. E sconcerta la sproporzione esistente tra cause apparentemente piccole e gli effetti, ovvero i disagi, prodotti sui fruitori del servizio.

Una cosa che indispone doppiamente, non avendo altra spiegazione se non una sorta di sciatteria istituzionale. Un sostanziale menefreghismo nei confronti della provincia sabina e di Rieti da parte della Regione di Zingaretti e dei rappresentanti del territorio. Per cercare di capirci qualcosa mi sono rivolta al consigliere Daniele Mitolo a cui chiedo innanzi tutto se l’ultima notizia data da un quotidiano locale è vera.

È vero che i contrasti tra Cotral e sindacato farebbero deviare i mezzi nuovi destinati a Rieti verso Frosinone?

La notizia è del tutto campata in aria. Gli autobus destinati a Rieti arriveranno alla fine del mese. Appena sarà stata fatta la consegna. La destinazione dei mezzi alle diverse province rientra in una pianificazione regionale che anche eventuali contrasti tra azienda e sindacato non potrebbero modificare. Che senso avrebbe penalizzare Rieti? Si farebbe un dispetto a Rieti perché?

Ma certe notizie che origine hanno? Perché si mettono in circolazione se non sono vere?

Non ne ho la più pallida idea. Quello che posso dire è che non corrispondono ai fatti e che sicuramente non vengono dalla Regione, né da Cotral.

Resta il sindacato.

Non lo so.  Io dico soltanto che sono restato basito quando ho letto la notizia.

Va bene. Passiamo oltre. Che puoi dire dei problemi che i responsabili della ristrutturazione del sistema dei trasporti ancora non risolvono? Ci sono partenze ritardate di 5 minuti che costringono a levatacce per arrivare in tempo al lavoro. Sembra una piccola cosa, ma partire 5 minuti dopo significa arrivare con 15 minuti di ritardo. In tanti anticipano di mezz’ora la partenza o sono costretti ad usare il proprio mezzo per arrivare alla Stazione di  Fara o di Terni. Per non dire delle fermate alla stazione a 200 metri dai binari da cui partono i treni perché gli autobus toccano nel salire la rampa( sembra, però, che quelli privati non abbiano problemi a farlo). E le lunghe attese all’esterno della stazione di Fara Sabina perché la sala d’attesa non ha illuminazione, mentre ha una enorme sporcizia? Il risultato è che la Regione è percepita nemica, mentre chi rappresenta, come te,il territorio indifferente o nullafacente.

Io capisco tutto, ma  il Comitato dei Pendolari è entrato per la prima volta in Regione grazie a me. Non amo mettere in mostra quello che faccio, ma non ci sto a sentirmi tacciare di nullafacenza. Il Comitato è stato messo in condizioni di avere un rapporto costante con l’assessorato ai trasporti. Come sai c’è stato una fase di sperimentazione prima di passare all’attuazione e in quella fase si sono ascoltate le esigenze dei pendolari.

Sì, ma a quanto si legge sui social troppi problemi restano irrisolti. Perché, per continuare l’elenco di ciò che non va, non si riesce a mettere a punto un sistema di coincidenze treno-bus tale da ridurre il disagio dell’interscambio? Disagi che si fanno pesanti soprattutto al ritorno.

Io credo che il sistema, tutto sommato, stia funzionando. Ma ci sono cose sicuramente da mettere a punto. Io stesso faccio fatica a capire le ragioni di certi ritardi nel risolvere anche piccole disfunzioni tecniche in grado, però, di produrre disagi grandi. Sento di escludere che siano dovuti a chi fa capo a Cotral. Comunque, si sta lavorando alla rampa che consentirà di far accedere gli autobus davanti alla stazione. 

Ma perché non si riducono le fermate intermedie? E perché bisogna passare a Borgo Quinzio? Si allungano inutilmente i tempi di percorrenza.

Su questa cosa mi sono speso parecchio, ma sono riuscito ad ottenere solo che a Borgo Quinzio ci passassero meno corse. Ma, ad essere sinceri, alcune cose non riesco a spiegarmele nemmeno io.

Altro timore è che l’arrivo degli autobus bipiano riduca il numero delle corse.

Non sarà così. Con il sistema del ferro-gomma le corse sono aumentate, non diminuite. Le opzioni possibili per raggiungere Roma sono aumentate. Il bipiano serve solo a far partire un mezzo invece di due negli orari di punta.

Si dice anche che i mezzi nuovi già arrivati non siano adatti alle strade extraurbane, essendo progettati per un trasporto urbano. Questo inciderebbe sia in termini di resa durante il percorso sia in termini di confort per i pendolari.

Non so che dire. M’informerò.

Riguardo al treno diretto passando per Terni?

Non esiste a oggi la possibilità di aggiungere corse per mancanza di tracce predisposte ad inserire su tratti di alta velocità treni che vanno ad andature normali.  In ogni caso il dialogo con L’Umbria per trovare una opzione in più per raggiungere Roma, sebbene non decisiva, continua. E’ stato solo interrotto dal sisma.

Qualcuno ha scritto che vai in Regione solo a firmare. E’ chiaro che al tempo dell’antipolitica sono messaggi che arrivano dritti alle viscere del cittadino. Un cittadino che vive una crisi generalizzata, dall’economia ai trasporti, alle infrastrutture. Mi viene in mente la Rieti- Torano che non si sa a che punto sia.

Un Consigliere  non timbra un cartellino. Lavora alle commissioni, al Consiglio e firma le relazioni. Soprattutto, un consigliere ha doveri istituzionali che impongono di impegnarsi non solo per il proprio territorio ma per l’intera regione. Va da sé che al centro dell’interesse c’è il territorio rappresentato. Ma a chi mi taccia di impegno esclusivamente “ firmaiolo” vorrei ricordare quello, accanto a tutti gli attori locali, per l’Accordo di Programma.

Mi sembra che l’iter dell’Accordo sia lentissimo. Ancora si aspettano le graduatorie regionali  sui contributi ottenuti dai 20 progetti finanziati da Regione e Ministero.

È vero, le cose vanno davvero troppo lente.  Ma non si può non rilevare che siamo stati capaci per la prima volta di stimolare un sistema territoriale di imprese da cui arriveranno 100 posti di lavoro. E, cosa più importante, c’era il rischio di perdere due importanti realtà industriali come la Snaidero e Solsonica. Se non è avvenuto è stato grazie all’Accordo di Programma col quale siamo riusciti a portare 15 milioni di euro di contributi sul territorio. A me non sembra poco e un po’ di merito me lo prendo.








 

 

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