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Birra Anastasìa: Pastorelli e Ubertini raccontano il progetto ad Olivero e Hausmann

 

Un momento della presentazione
Un momento della presentazione

 
 
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Illustrato il successo raggiunto con la messa in commercio da parte del birrificio Alta Quota

     

di Francesco Glorialanza
giovedì 27 ottobre 2016 - 13:20


«Criticità e opportunità per lo sviluppo sostenibile della filiera brassicola» è il titolo del convegno organizzato dal Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria (CREA) andato in scena mercoledì scorso.

All’evento, nel quale si sono alternati gli interventi di tecnici ed esperti del settore, hanno partecipato il deputato del Psi Oreste Pastorelli e l’assessore all’Ambiente e all’Agricoltura del comune di Rieti Carlo Ubertini.

I due esponenti socialisti hanno descritto al vice ministro delle Politiche Agricole Andrea Olivero e all’assessore all’Agricoltura della regione Lazio Carlo Hausman, il grande risultato raggiunto con la messa in commercio, da parte del birrificio Alta Quota, di Anastasìa, la prima birra prodotta con luppolo proveniente dalla Piana Reatina.

Il progetto, formalizzato attraverso una convezione deliberata da Provincia e Comune di Rieti, partì nel settembre del 2012 da un’idea dell’allora assessore provinciale all’Agricoltura Pastorelli, e da subito vide in prima fila l’assessore comunale Ubertini, Leonardo Di Vincenzo e Claudio Lorenzini (proprietari rispettivamente dei birrifici artigianali Birra del Borgo di Borgorose e Alta Quota di Cittareale), e il Centro Appenninico Carlo Jucci con il prof. Fornaciari Da Passano dell’Università di Perugia.

«Con il finanziamento iniziale della provincia di duemila euro – racconta Pastorelli – e grazie all’impegno dei tecnici del Centro Jucci, si è arrivati alla realizzazione di un prodotto derivante dalla coltivazione di un luppolo di qualità che possiede specifiche caratteristiche organolettiche. All’epoca molti ritennero esiguo il nostro finanziamento, i risultati però hanno dato ragione a noi e a chi ha creduto in questo progetto, che potrà contribuire alla crescita dell’enogastronomia del territorio. L’auspicio – conclude il parlamentare – è che questo risultato possa servire da stimolo per il settore agricolo che, tramite il potenziamento della filiera brassicola, potrà contribuire a creare prodotti sempre di più legati alla nostra terra».

«Nell’ottica di una giusta rilocalizzazione dell’economia – spiega Ubertini – il settore della birra ha grosse potenzialità che vanno sfruttate. Dobbiamo tornare alla cultura della territorialità, della specificità dei prodotti, dell’etichettatura. Il lavoro svolto con Pastorelli, con i birrifici locali e con i tecnici dello Jucci è stato svolto proprio in questa direzione, con l’obiettivo di valorizzare le basi produttive del nostro territorio. Anche perché salvaguardare l’agricoltura, l’agroalimentare e l’enogastronomia locale significa tutelare il territorio. A Rieti – conclude l’assessore – abbiamo messo in campo questo tipo di strategia, cercando di valorizzare soprattutto i prodotti a chilometri zero, e andremo avanti su questo percorso».








 

 

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