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Sisma, sindaco di Amatrice: la popolazione deve restare qui

 

Sergio Pirozzi
Sergio Pirozzi

 
 
virgolette

No ad esodo, neppure temporaneo. Ricostruire conservando i simboli

     

dalla Redazione
sabato 27 agosto 2016 - 21:51


«La strategia per il futuro? Sappiate che mister Pirozzi ce l'ha in testa, domani ho in programma un incontro con il capo della Protezione civile nazionale e gli dirò che noi non dobbiamo andare via da qui».

Da allenatore di calcio usa una metafora sportiva Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, accennando, ma senza svelarla, alla strategia per ricollocare la sua popolazione che ha perso le case praticamente del tutto, facendola restare il più possibile sul territorio per non spopolare la città. «Chiederò un sacrificio alla mia gente, di stare per un periodo brevissimo in tenda. C'è un'opportunità' che dirò domani, e non parlo di container, prima di svelarla sto aspettando di sapere con certezza il tempo in cui si avranno i moduli provvisori».

Secondo Pirozzi «in tendopoli si può reggere 15 giorni, poi sorgono ulteriori disagi. Se prima che consegnano i moduli provvisori si mandano le persone in albergo o in accoglienza, vanno via e non tornano più, specie chi ha i bambini piccoli e dovrebbe iscriverli a scuola. Una volta andati, ci sono il distacco e la morte totale economica del territorio».

Sulla ricostruzione, come affermato anche dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, oggi in visita in città, Pirozzi dice che «la strada ormai è definita, anche lui dice che questo paese deve essere ricostruito così com'era, con criteri di sicurezza assoluti, ma con la conservazione dei nostri simboli: Sant'Agostino, Porta Castello, Porta Carbonara, la Torre civica, il Comune sul corso e gli esercizi commerciali, con l'opportunità di condizioni di sicurezza straordinarie». «È un obiettivo ambizioso, ma nella vita bisogna porsi sempre limiti estremi», conclude.








 

 

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