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Alta Quota lancia “Anastasia”, birra prodotta con luppolo fresco e grano

 

© Il birrificio Alta Quota
© Il birrificio Alta Quota

 
 
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Usato il frumento della varietà «Senatore Cappelli» prodotto dalle coltivazioni dell’azienda sperimentale del Centro Appenninico del Terminillo 'Carlo Jucci'

     

dalla Redazione
mercoledì 13 aprile 2016 - 20:48


Il primo trimestre del 2016 segna il lancio sul mercato di una nuova birra firmata Alta Quota. Da sempre dedito alla ricerca di nuovi sapori, alla scelta scrupolosa di materie prime di qualità e a volte insolite, il microbirrificio di Cittareale, con dedizione, passione, entusiasmo e creatività ha voluto ancora una volta presentare ai suoi estimatori una birra che rafforzasse il legame tra territorio e prodotto. La nuova birra Anastasia ha un’identità locale forte e decisa.

È prodotta con luppolo fresco e grano della varietà “Senatore Cappelli”, riprodotti e coltivati con le migliori tecniche agronomiche esclusivamente nella Piana Reatina nei terreni dell’azienda sperimentale del Centro Appenninico del Terminillo “Carlo Jucci” dell’Università Studi di Perugia.

Anastasia è una birra ad alta fermentazione dal colore biondo intenso, intrigante e carismatica con i suoi 8°. Schiuma bianca, fine e compatta. Carattere complesso, aroma persistente. Al naso è decisa ma non invadente. Gusto ricco e avvolgente dalle note agrumate. Il sapore fruttato dona alla birra una dolcezza gradevole che ben si fonde con l’alta gradazione alcolica. Finale delicatamente amaro.

«Il Centro Appenninico del Terminillo – dichiara il suo direttore, professor Marco Fornaciari da Passano – con il suo personale specializzato e grazie alla lunga tradizione legata all’innovazione in agricoltura, ha condotto una sperimentazione che, ancora una volta, lo lega a un territorio a imprescindibile vocazione rurale. Da un progetto ideato e promosso da Provincia e Comune di Rieti è nata sui nostri campi sperimentali questa birra che offre la conferma di come istituzioni locali, ricerca e spirito imprenditoriale insieme possano produrre l'eccellenza».

«Conferire ai nostri prodotti un’immagine di qualità, artigianalità ed un’identità territoriale – dice Claudio Lorenzini, titolare del birrificio Alta Quota – è l’obiettivo che cerchiamo di perseguire fin dal primo giorno. Ringrazio il Centro Appenninico del Terminillo “Carlo Jucci”, nella persona del suo direttore, e tutto il personale, che fin da subito hanno manifestato grande interesse dando disponibilità a supportare le operazioni tecniche di individuazione, reperimento, coltivazione e trasformazione di specie vegetali da utilizzare nella produzione di birra e adatte all’ambiente pedoclimatico del reatino. Operazioni che rientrano nell’ambito della convenzione per il progetto sperimentale di coltivazione del luppolo a Rieti promossa da Provincia e Comune di Rieti».








 

 

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