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«Quando sale la notte», a Rieti la presentazione del libro di Valentini

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«Da Tanaquil in poi», un libro che parla di donne

 

Silvana Vitali
Silvana Vitali

 
 
virgolette

Silvana Vitali da anni si occupa della storia della donna, una ricerca che l'ha condotta a scrivere un saggio dedicato a questo tema

     

di Rita Giovannelli
venerdì 4 marzo 2016 - 17:23


La festa della donna bussa alle porte e offre l’occasione di parlare di un libro interessante «Da Tanaquil in poi. Rapida carellata storica sulla donna in occidente», scritto da Silvana Vitali una donna che nella sua lunga carriera si è sempre interessata al movimento per l’emancipazione femminile partecipando alla formazione della Commissione per le pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio, offrendo altresì contributi personali per l’approvazione delle leggi sul divorzio e sull’aborto.

Nel volume, l’autrice, racconta la storia delle donne in occidente ed il loro difficile e spesso tragico cammino per la conquista della parità nei confronti dell’uomo. Un traguardo vicino ma non ancora raggiunto completamente in Italia. Una prova diretta, solo a titolo di esempio, sono il diverso importo dello stipendio a parità di mansioni tra uomini e donne o la perdurante prevalenza maschile nei luoghi decisionali delle aziende pubbliche e private e nella politica del nostro paese.

Scrive nella prefazione del libro Maria luisa Barbarulo: “Da Tanaquil in poi” nasce con l’obiettivo di raccontare soprattutto alle ragazze più giovani che poco o nulla sanno della storia della donna, quali e quante difficoltà, soprusi ed umiliazioni hanno subito le donne prima di arrivare ai diritti che oggi consideriamo come dati, senza pensare a coloro che hanno pagato un prezzo altissimo, spesso anche perdendo la vita o subendo torture atroci, si pensi alla scienziata Ipazia, per consentire a tutte le donne di raggiungerli.

 Perché Tanaquil” Perché è una donna condottiera del suo popolo e moglie del V re di Roma, Tarquinio Prisco, emblema di una cultura paritaria, quella etrusca, dove la donna aveva gli stessi oneri ed onori dell’uomo.

Ma, quando la civiltà etrusca è stata fagocitata da Roma, dove vigeva una cultura patriarcale, la sua figura è stata deformata, piegata ed adeguata alle esigenze del momento che, a scapito della verità, non tollerava fosse dato altro spazio alla personalità di una donna che quello previsti dagli stereotipi funzionali della cultura tempo. Ridotta ad un ruolo di secondo piano, la sua immagine è diventata quella di una matrona con l’arcolaio in mano, invece dalla regina con lo scettro del potere”. E’ questo il motivo per il quale l’autrice, Silvana Vitali prende le mosse da questa donna, con il nome della quale titola la sua ricerca.

Il libro ci racconta delle donne nell’antichità, durante l’Impero Romano, nel primo cristianesimo e nel Medioevo i cui principi sono dominati dal pensiero dei Padri della Chiesa. Per la cultura di questo periodo la donna è un essere soggiogato dal proprio sesso, quindi dal peccato. Una creatura debole, maligna che gli uomini devono frenare e custodire per il bene suo e degli altri, con l’aiuto di Dio e in Suo Nome.

Tra il XII ed il XV secolo vi fu una gran fiorire di trattati che sancivano i criteri da adottare per “custodire” le donne ed “educarle” ai buoni costumi. Tra questi si pretendeva un abbigliamento modesto, controllare la gestualità che doveva essere lenta e solenne. Alle donne, salvo quelle destinate al convento, era saggio ed opportuno impedire di imparare a leggere e scrivere.

 San Paolo, nelle sue lettere, stabilì che ad esse fosse proibito insegnare e parlare nelle assemblee: le donne quindi non avevano la facoltà di predicare, insegnare, entrare nei tribunali , governare, perché le parole del potere, del giudizio, della cultura potevano essere solo prerogativa degli uomini.

Dal Medioevo la narrazione arriva all’epoca moderna, alle rivoluzioni del settecento, al romanicismo ottocentesco ed al secolo breve con le sue follie, le sue invenzioni e le sue guerre infinite, fino ad arrivare ai nostri giorni. Una analisi puntuale ed attenta di quanto è accaduto e di come le donne hanno tentato di costruire ed affermare la propria identità de i propri, anzi i nostri diritti. Una lettura gradevole ed interessante allo stesso tempo!








 

 

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