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Intervista a Fabio Refrigeri

 

© Fabio Refrigeri
© Fabio Refrigeri

     
virgolette

Quello che conta è il metodo e stare con la testa sul territorio per valorizzare una provincia piccola che può crescere in modo veloce

     

di Rosella Vivio
giovedì 14 febbraio 2013 - 21:47


Fabio Refrigeri, sindaco al secondo mandato di Poggio Mirteto, candidato del Pd alla Regione Lazio è l'unico a poter sperare di essere eletto nel Consiglio regionale. Sempre che i calcoli elettorali non si rivelino infondati. Refrigeri è giovane, ma con consolidata esperienza amministrativa e politica. Ascoltarlo è piacevole. Lo stile è cordiale e non ricorda nemmeno lontanamente quello rimandato da una parte della classe politica regionale uscente, responsabile di sprechi abusi cafoni e stolidi dei soldi pubblici. Fresco di una sciarpa celeste, stesso colore degli occhi,  e di un sorriso naturale, il giovane sindaco, appena un po' appesantito rispetto a quando lo conobbi, (era alla sua prima candidatura) non si sottrae a nessuna domanda.  

Allora, Sindaco, questa volta la Sabina ha fatto man bassa. Melilli al Parlamento, tu alla Regione. Il Pd non avrà esagerato? Gli altri territori della provincia sembrano non esistere. E le donne? Ne avete candidate due al Parlamento, ma sono candidature di servizio, vista la posizione di non eleggibilità

Ma ancora con l'argomento dell'appartenenza territoriale? Quando mi candidai a sindaco mi rimproveravano di essere di Poggio Mirteto Scalo. Sorridevo già allora. Io faccio parte di una provincia di 150mila abitanti e sono stato scelto all'unanimità. Non credo abbia senso fare questioni di campanile. Mi preoccuperei se dicessero che non sono stato capace di fare il sindaco, che sono moralmente discutibile, disonesto..Ecco, solo questo mi preoccuperebbe. Riguardo alle donne, beh, è il risultato delle primarie. E' democrazia. Siamo stati gli unici ad usarle per la selezione delle candidature.

Ma il Cicolano, ad esempio, di cosa ha bisogno? Quanto conosci quella realtà?

Io faccio l'amministratore da diciotto anni. Faccio parte dell'Anci  e mi sono occupato di associazionismo comunale. Di comuni ne conosco tanti. Meglio di tutto conosco quelli di questa provincia. Come conosco il comune capoluogo, una città che appare senza prospettive, malinconica, una città che dovrebbe tirare il resto della provincia e che invece appare inerte. La più inerte di tutte. Dovrebbe fare da collettore e invece non fa niente. Chi l'ha ridotta in queste condizioni? Chi l'ha amministrata per quasi venti anni?

Il Cicolano...

Il Cicolano ha una produzione locale importante, come la lenticchia. Per dirne solo una. Poi, ha un lago che meriterebbe maggiore attenzione, che andrebbe valorizzato. Non si riesce nemmeno a fare una piazzola per l'accesso . Comunque, noi dobbiamo capire che la nostra è una provincia piccola, 150mila abitanti, uguale alle altre, ma anche diversa. Una diversità che va valorizzata inserendo elementi di differenziazione nella legislatura regionale. Dobbiamo far capire che Rieti ha una sua specifica forza. Ad esempio non ha relazioni solo con Roma, ma ragiona (termine  martinazzoliano, poi melilliano ) con Avezzano, L'Aquila, Terni, Civita Castellana. Dobbiamo far in modo che Rieti diventi il centro di una rete di prossimità.

Come?

Ti dico, sul mondo agricolo si parla di filiera corta, di chilometro zero, come fosse una novità. Ma da noi, negli anni settanta il chilometro zero era normale. Lo abbiamo distrutto con  una regolamentazione igienica o altro. Abbiamo distrutto filiere straordinarie che però ancora sopravvivono nel leonessano, nell'amatriciano, nel Cicolano. Non c'è da promettere cose, ma un metodo. Qual è il mio metodo? Ragionare ,territorio per territorio su quello che occorre mettere in campo per affrontare le emergenze che oggi esistono. Perché è chiaro abbiamo situazioni devastate.

Quali?

La principale è il lavoro. Occorrono vere strategie che pensino a riconversioni, che immaginino evoluzioni di ciò che va in crisi. Facciamo bene a cercare di tenerci quello che resta dell'assetto industriale. Abbiamo eccellenze nel campo della meccanica riferita alla chirurgia, la farmaceutica. Ma perché non tentare di fare qualcosa per creare un asset medico farmaceutico tra queste produzioni e la Asl? Solo un esempio

E l'artigianato?

L'unico piano per gli inserimenti produttivi ha prodotto qualcosa a Poggio Mirteto e a Fara Sabina, ma è ancora poco. C'è ancora qualche pezzo di grande artigianato di qualità che non abbiamo aiutato. Serve proteggerlo, non serve il grande capannone, serve aiutarlo ad essere competitivo per l'unicità che rappresenta. Per questo bisognerà lavorare a livello normativo. Se non fai il serbatoio la benzina la sprechi. Bisogna sfasciare la Regione così come è, demolire i livelli intermedi, fare cose veloci, molto veloci, perché Rieti non può aspettare.

Promesse elettorali?

No, è programma di governo. Facendo il sindaco ho toccato con mano tante cose. Io i miei figli li ho fatti nascere qua e vivranno qua finché lo vorranno. Io sento il dovere di fare il meglio per questa provincia e per questa regione. Io ho voluto questa candidatura, l'ho chiesta. Non sono di quelli che dicono, sai, mi hanno indicato... Io ho in mente un disegno che voglio cercare di realizzare. Per farlo dobbiamo crederci in tanti. Sembra che stia succedendo. Ha fatto scalpore che amministrazioni non di sinistra mi abbiano accordato la fiducia. Ma io non ho parlato di partito, ho parlato di territorio. Vado oltre le differenze di appartenenza (mi ricorda Renzi che chiedeva il consenso anche ai delusi del Pdl )

A questo proposito mi viene in mente Magliano Sabina. Cosa hai promesso, di riaprire l'ospedale?

La politica sanitaria di Polverini è stata devastante. Ha chiuso ospedali senza preoccuparsi di offrire ai territori una moderna ed efficace medicina territoriale. Oggi servono presidi sanitari che diano servizi e serenità a chi vive lontano dal capoluogo. Serve questo e smantellare il sistema romanocentrico delle macro aree.

Pensi di aver saputo comunicare ai tuoi colleghi sindaci l'importanza di lavorare insieme?

Solo con un patto tra sindaci e sindaci e regione si potrà ottenere un vero cambiamento. Se uno cerca di fare cose virtuose.. guarda che la provincia di Rieti offre occasioni fantastiche. Siamo piccoli e con poca roba. Piccoli numeri si fa subito risultato. Bisogna fare di un limite, quello delle grandezze, un vantaggio. Siamo leggeri, questo ci può dare grande velocità. Una barca leggera va veloce. Sto facendo il porta a porta, parlo con persone, produttori, aziende agricole.

Cosa ti chiedono?

Ti faccio un esempio. In un solo giorno il costo del latte è stato portato da 0,43 a 0,34 al litro. 9 centesimi sulla produzione di chi ha 200 animali vuol dire ottomila euro in meno al mese. Devastante per chi ha investito per migliorare l'azienda. Oggi la grande distribuzione detta la legge. Se il latte costa meno in Ucraina va lì. La Regione deve intervenire. Ad esempio, perché la centrale del latte non ridiventa pubblica? Perché non deve esistere un luogo dove si producono cose con grano del Lazio? Oggi le grandi marche hanno il 3% di grano italiano. Si può fare molto valorizzando i prodotti tricolore.

A proposito di valorizzazione di produzioni locali. Ci sono piccole realtà che andrebbero aiutate. Recentemente Melilli è venuto con me a vedere il vecchio Mulino del Cantaro. Un bene culturale, oltre che produttivo. Zingaretti parla molto di cultura, di turismo, di valorizzazione dei beni culturali. Il mulino è stato massacrato dalla devastante lottizzazione comunale degli ultimi venti anni e da una burocrazia cieca che  gli ha bloccato la produzione per mesi. E' ripresa da poco con vera fatica.

Guarda, ci sono norme assurde che vanno cambiate. Ti faccio un esempio. Ad Amatrice si dice che si può tagliare il bosco. Amatrice confina con le Marche e l Abruzzo. Il Lazio ha deciso che possono iniziare il taglio a Novembre invece che ad ottobre,un mese dopo rispetto a Marche ed Abruzzo, e cessare  a  Marzo, invece che ad Aprile come fanno gli altri. Ad Amatrice  a Novembre nevica. Come fanno a tagliare la legna? I vincoli non possono servire a strangolare le attività. Solo a proteggere l'ambiente. Il legislatore non si accorge di strangolare.

Scusa, ma i vostri eletti in Regione dove stavano?

Guarda, non voglio cercare scusanti. Dico che bisogna stare con la testa sui territori. Chi entra alla Pisana non deve pensare di aver conquistato qualcosa. Deve capire che ha assunto un impegno. Tu pensa alla questione dei parchi. Ma è concepibile che esistano territori senza presenza dell'uomo? E' chiaro che l'ambiente va protetto, non distrutto da azioni debordanti . Vietare, che ne so? La caccia al cinghiale ad Amatrice, dove i coltivatori sono in guerra continua con una presenza eccessiva di animali, è folle. Bisogna fare leggi mirate per le singole situazioni.

“Testa sul territorio” mi piace. Allora ti faccio ancora una domanda. Quanta testa sul territorio c'è stata nel  progetto del Polo della Logistica di Fara Sabina? Per tanti resta un mistero. Pensi che sia stato opportuno scegliere un sito che la stessa Regione pensava di destinare a parco archeologico? Come si fa a parlare di valorizzazione del territorio, anche Melilli mi ha promesso di lavorare per questo, e poi consentire simili contraddizioni?

Penso che quando si è pensato quel progetto  sia sembrato utile per l'economia di questo territorio. La nostra è una economia chiusa e non dinamica. Si vive di pensioni, di lavoro pubblico e di assistenza. Penso che  si volesse attrarre economia. La scelta del quadrante che va da Monte Libretti a Passo Corese; da Fiano a Fara Sabina, è stata giusta. La zona era già degradata e lì passano le grandi arterie e la ferrovia. E' chiaro che forse poteva essere scelta una zona più pianeggiante, dove non serviva spianare colline, meno impattante anche sul tema archeologico. Ma vanno capiti bene gli obiettivi produttivi.

Certo

Quello che trovo davvero preoccupante è che sia passato tanto tempo e con la crisi il sistema della logistica non sembra più tanto attuale. Rischiamo di non aver valorizzato quello che c'era e di non capire più che fare ora. Ora che facciamo, ci riportiamo la terra?

Ma c'è il rischio che diventi un quartiere residenziale, come paventato dalle associazioni ambientaliste?

Pochi impegni si possono pigliare, ma se lì creiamo una città siamo pazzi.  Finché ci sono io non succederà.

Questa intervista è stata rilasciata solo qualche giorno prima dell'inquietante atto intimidatorio di cui sono stati oggetto Fabio Refrigeri e Giancarlo Felici. Esprimo loro la mia personale solidarietà.

 


 

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