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L’invettiva? No, l’Amore |
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Paolo Campanelli
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«Vi amo rappresentanti della politica. Vi amo giornali, fatti di titoloni, di strilli, di voglia di scandali...» |
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di Paolo Campanelli
lunedì 17 settembre 2012
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Vorrei poter scrivere un’invettiva dai passaggi solenni: «Parlo al plurale a un singolare stronzo perché se ne risentano in parecchi... E se la vedano poi ognuno tra sé e sé, si tocchino con mano, con dita come tra lo stipite e la porta sbattuta da me con tutta la mia forza», ma per farlo ci vorrebbe la capacità e il genio di Pasquale Panella, che così tuonò per vendicare una volgare offesa mediatica subita all’indomani della morte di Lucio Battisti. Ma io non sono Panella, e alla polvere dell’arena preferisco le note dell’Amore.
Vi amo giornali, fatti di titoloni, di strilli, di voglia di scandali, vi amo per la pubblicità e le attenzioni che mi avete tributato, vi amo per le difficoltà che avete di far quadrare i vostri conti, il dover vivere di finanziamenti pubblici o di quel poco che si riesce a raccontare senza che un potente di turno faccia pressioni per questo o per quell’altro, vi amo con tutti i vostri giornalisti, ognuno con la sua storia, con le sue frustrazioni, le sue gioie, chi ancora vivace negli slanci, chi più rassegnato, vi amo per riuscire a convivere in un ingranaggio che tanti anni fa nemmeno pensavate potesse esistere, quando sorridevate ancora al mattino, sentendo il battito del vostro cuore parte di un’armonia generale, un mestiere nobile, poter contribuire a migliorare il mondo in cui si vive, trasmettere ideali, e godere della libertà di pensiero, metterla per iscritto.
Vi amo per aver fatto il mio nome e quello della mia società, vi amo per ogni dubbio, indecisione che avete affrontato, per il pudore che si è affacciato in voi, o la spudoratezza liberatoria, per la vostra convinzione o nei passaggi dove eravate poco convinti anche voi stessi. Vi amo per aver cercato di non fare confusione e dell’imbarazzo che avete sicuramente provato quando l’avete fatta, vi amo per tutte le telefonate che avrete ricevuto da chissà chi, vi amo per la vostra pazienza e per quei momenti dove l’avreste voluta perdere.
Vi amo rappresentanti della politica, vi amo per aver dedicato il vostro tempo a fare somme, divisioni, calcoli, per aver brancolato alla ricerca di una luce, di un senso stesso alla vostra vita, non solo politica, vi amo per lo sforzo che avete fatto per cercare di capire che parole usare per mescolare i fatti tenendoli comunque distinti, vi amo per le vostre ansie, il mondo che vi sta crollando addosso, le prime paure a uscire per la strada tra la gente intorno a voi che non ce la fa più a tirare avanti, la paura di sentirsi parte di un sistema che è responsabile, che non ha saputo curare il proprio male.
Vi amo per sopportare stoicamente quei ricordi che ogni tanto affiorano, all’improvviso, gli ideali della gioventù, i primi anni, le assemblee, un’energia in grado di smuovere le montagne, vi amo per non cedere al nulla che assale tutto, anche voi stessi, per dover fare i conti ogni giorno con le sconfitte sempre più cocenti, vi amo per la vostra spavalderia o per il vostro tatto, anche per il vostro riserbo, come vi amo per l’arroganza, questa corazza da guerra, questa divisa necessaria per ridare un senso al baratro che vi immobilizza e vi fa mancare la terra sotto i piedi, vi amo per le angosce, per le vostre paure di sparire, per le perdite di elezioni, di voti, di popolarità, per le lotte fratricide che vi attanagliano, gli amici che vi assalgono quando siete più deboli, per il branco di squali e le sue fauci che vi circondano giorno e notte. Vi amo per i silenzi o i tarli dentro di voi, quando la mente vi esorta a fare i bilanci, quando vi chiede di ammettere a voi stessi quello che non ammettereste mai in pubblico, sbagli, errori, disastri, e implacabilmente andate avanti ognuno con i propri problemi, come tutti, i sentimenti, la famiglia, i figli, la salute, le piccole e grandi cose di ogni esistenza.
Vi amo tutti come amo i miei amici sopra tutto, l’affetto e la fiducia che mi onorano, i loro sorrisi e le anime belle da abbracciare, ricchezza della nostra terra, cuori grandi pieni di speranza. Vi amo tutti come amo questo azzurro di cielo e questo verde che mi circonda e mi riempie, e dove il fango che lo raggiunge farà crescere un nuovo fiore. Vi amo tutti.
Io sono Paolo Campanelli
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