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Petrangeli, farò così...

 

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virgolette

Il 'piccolo Monti', a lavoro per evitare il fallimento del bilancio comunale

     

di Ottorino Pasquetti
giovedì 31 maggio 2012


Nelle giornate del 20 e 21 maggio, i cittadini di Rieti si sono dati la nuova amministrazione comunale e sono andati a votare con il magone, avendo saputo, più o meno vagamente, che le casse comunali erano ormai all'asciutto e che il municipio reatino stava rischiando la bancarotta. Questo evento drammatico si sarebbe verificato se non si fosse trovato un rimedio e se non si fosse corsi rapidamente ai ripari.

La città di Varrone era esposta, dunque, al rischio che sta affrontando l'Italia con mille difficoltà, il cosiddetto default, un termine francese che nell'ambito finanziario sta a significare una situazione d'insolvenza generata dal non rispetto delle regole e dei contratti stabiliti da leggi e da regolamenti per cui si è costretti a chiedere fallimento. Ho usato la parola che spaventa, ma le cose stanno proprio così.

Infatti, per tentare di scongiurare tale pericolo, sono piovuti migliaia di voti, quasi il settanta per cento dei suffragi, da destra, da centro e da sinistra, sul giovane candidato a sindaco del centro sinistra, l'avvocato Simone Petrangeli. Egli non ha incontrato nel ballottaggio i temuti ostacoli di natura ideologica, perché se queste sovrastrutture politiche e mentali fossero ancora sopravvissute, non si sarebbe giunti ad eleggere il candidato del Sel, del PD ect.. Ora, mentre l'Italia ha trovato il suo prevedibile (e speriamo bene!), sancristoforo salvatore nella persona del professor Mario Monti, i reatini hanno fatto tutto democraticamente e da soli.

Anche noi, alla fine, ci siamo affidati ad uno che ci dovrebbe portare a salvazione: insomma, ad un coraggioso, saldo, capace, prudente, sapiente giovane in grado di decidere in piena autonomia, senza condizionamenti di sorta alcuno, un piccolo Monti, insomma, a cui bisognerà concedere sostegno, aiuto, credibilità e, nei giorni delle decisioni dure e sgradevoli, anche conforto per non farlo sentire solo, solo con il suo alto magistero di primo cittadino, quello dell'ultimo magistrato che rimarrà dopo il ridimensionamento della provincia, che sarà ridotta ad una specie di comunità montana allargata. Speriamo che il nostro sindaco non fallisca! «Appena mi sarò insediato, farò fare i conti per conoscere la realtà del dissesto e poi cercheremo di prendere le misure e le decisioni che riterrò necessarie». Ciò che aveva promesso, Simone Petrangeli lo ha fatto.

Alle ore 13 di ieri è entrato nella solenne aula consiliare di Antonino Calcagnadoro, a Palazzo di Città, senza codazzi di assessori, di dirigenti, di funzionari, di amici di partito, per sostenere l'impatto della sua prima conferenza stampa da sindaco innanzi ad uno stuolo di giornalisti, di telecronisti e di cameram e di operatori radiofonici che impressionava. E' entrato solo, il piccolo Monti, con il pesante carico delle sue responsabilità ed ha corrisposto all'impegno che aveva assunto con l'intera popolazione. Il sindaco non ha comunicato cifre. Lo farà domani.

Ma si è appreso che le previsioni sono men che meno rosee e che il buco rinvenuto nei conti è di quelli che spaventa e terrorizza. Per cui, nel malaugurato caso di non riuscita del salvataggio, il comune andrebbe, in dissesto finanziario. Il che avverrebbe qualora fosse accertato che «non fosse più in grado di assolvere alle funzioni ed ai servizi definiti indispensabili e quando esistessero nei confronti del Municipio crediti di imprese, professionisti, artigiani a cui non si potesse far fronte con il riequilibrio di bilancio.

Infine, la legge impone che si dovrà provvedere con risorse finanziarie proprie, vale a dire con nuove sovraimposte che pagherebbero i cittadini. Seguitando la conferenza stampa, Petrangeli è passato a trattare del dramma dei centocinquanta dipendenti comunali che rischiano il mancato rinnovo del loro contratto provvisorio di lavoro, perché il sindaco ha comunicato che le loro assunzioni erano state disposte in difformità della Costituzione e delle leggi e che per esse non c'era, perché non si era verificata, la copertura finanziaria che la norma prevede ed impone.

Petrangeli ha poi tirato fuori una bozza di possibile soluzione di questa tragedia che si apprestano a vivere tanti lavoratori e le loro famiglie ed ha proposto un patto di solidarietà, d'intesa con le organizzazioni sindacali, del tutto singolare. Da quel che si è capito, non si tratterebbe dell'applicazione della modifica introdotta dalla legge n. 33/2009 del 9 aprile 2009, in questo caso non applicabile. Il sindaco ha annunciato, infatti, che lui stesso è disposto a rinunciare ad una parte della propria indennità, così ha invitato a fare tutti i futuri assessori ancora da nominare, i dirigenti, i funzionari, gli impiegati e gli altri lavoratori fissi e precari, limitatamente alle sole indennità accessorie e pertanto rientrare nella posta di bilancio 2011 e non perderne l'ampiezza per il bilancio 2012.

Innanzi a tale programma, bisogna prendere atto che il primo provvedimento di notevole rilievo proposto dal nuovo sindaco, nota personalità appartenente a un partito marxista e laicista, è stato singolarmente in linea con la Dottrina sociale della Chiesa. Il principio di sussidiarietà fu per la prima volta proposto dall’enciclica di Pio XI Quadragesimo anno del 15 maggio 1931 con una formulazione ancor oggi considerata valida, e che, quindi, nonostante il lungo tempo trascorso, merita ancora particolare attenzione, come affermato da Giorgio Feliciani, teologo e storico, nel suo studio 'Il principio di sussidiarietà nella dottrina sociale della Chiesa'.

Ancora, la Caritas in Veritate di Benedetto XVI, che è stata scritta e pubblicata significatamene in occasione del quarantesimo anniversario della pubblicazione della Populorum Progressio, ribadisce alcuni fondamentali principi che appaiono sussistere nella proposta solidaristica del sindaco Petrangeli: quelli della tutela della dignità della persona umana; il principio di assicurare il bene comune ai 150 lavoratori e il principio di solidarietà, che è posto proprio a superamento dell'individualismo.

 


 

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