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A Stimigliano il premio di poesia

 


     
virgolette

La XIII edizione si è tenuta domenica pomeriggio nella sala Tevere della scuola media comunale

     

di Nando Giammarini
martedì 22 maggio 2012


A Stimigliano, il giorno della festa del suo Protettore, la tredicesima edizione del premio di poesia S. Bernardino. La poesia è la rara sollecitudine a disposizione dell'animo umano per cercare il mistero, l'arcano, che al di là è eterno e riporta in auge il sentimento, parte integrante della vita della gente.

Essa è sensibilità e dolcezza, musica e parole messe insieme me in un contesto di grande elevatura culturale. Parliamo di una splendida iniziativa di ampio respiro, elemento d'importante innovazione per il sempreverde paesello della bassa Sabina e dell'Italia intera. Le melodie prodotte dal mare, dal vento, dallo zampillar d'una sorgente o lo scorrere calmo di un rio nella valle, insieme agli affetti ed ai sentimenti più intimi,ai tanti ricordi di vita vissuta sono i soggetti principali da cui i poeti , immersi nella solitudine e nella tranquillità dei propri pensieri, traggono spunto per le loro poesie.

Si è tenuta domenica pomeriggio nella sala Tevere della scuola media di Stimigliano la cerimonia di premiazione del concorso di poesia S. Bernardino giunto alla sua XIII edizione. Un evento culturale di tutto rispetto organizzato nei minimi particolari dal poeta stimiglianese, Mario Grizzi, coadiuvato dal prof. Felice Paniconi - uomo di cultura e di profonda sensibilità poetica ed umana, in qualità di presidente - e dai prof: Maria Augusta Ambrogi, Rita Cantarini, Biagio Cipolletta, Silvia Egidi.

Tutto era predisposto nella splendida piazza Leone Orsini, a Stimigliano, di fronte all'omonimo palazzo davvero una meravigliosa bellezza, risalente al XIV secolo, che si affaccia sulla Valle del Tevere tanto da essere definita la porta della Sabina. Sulle sue mura la lapide che ricorda i figli del paese Caduti per la salvezza della patria. Qui si doveva tenere la bella manifestazione culturale ma le condizioni metereologiche, inclementi, hanno deciso un'altra cosa per cui si è ripiegato nella scuola, un luogo sicuramente idoneo essendo una sede ove si produce cultura, educazione; in pratica si avviano i ragazzi ai lidi del sapere.

Questo premio - dedicato al Protettore del paese, S. Bernardino che, quest'anno per la prima volta dal 2000, anno della sua istituzione - ha coinciso con il giorno preciso della sua festa - è un appuntamento diventato ormai tradizione ed ha permesso a Stimigliano di uscire dai propri confini territoriali visto che vi partecipano poeti giunti dall'Abruzzo, dall'Umbria, dal Molise, dalle Marche. Esso ha il fine - stando a quanto sostiene la prof. Cantarini, già assessore alla cultura - di far emergere la creatività poetica elevando quanti amano far parlare i propri pensieri e sentimenti attraverso le rime. Dopo il discorso di saluto e benvenuto è intervenuto il prof. Paniconi che ha parlato della partecipazione che va oltre la comune passione per la poesia accomunando gente che ha dei sani valori, che lottano e scrivono esprimendo una parte di se stessi, probabilmente la parte migliore.

In altre parole sono persone che dialogano e condividono passioni, sentimenti e s'impegnano affinchè la nobile arte vada avanti e si sviluppi al meglio. Egli ha inoltre ricordato il compleanno del prof. Cipolletta e quello di suo padre, purtroppo scomparso. A lui ha dedicato una toccante poesia, " Colloquio" in cui esprime il massimo della sua profondità poetica ed umana trattando aspetti strettamente familiari. Il prof. Biagio Cipolletta ha parlato di tempi difficili per la poesia inserita nel contesto generale ma la stessa vive sotto le ceneri ed è pronta ad esplodere.

Ha rivolto un pressante invito al Comune per inserire nel suo logo la dicitura:" Stimigliano città della poesia" . A seguire, la prof. Canterini ha spiegato i criteri seguiti dalla giuria nella valutazione delle opere: creatività, originalità dell'espressione, profondità dei sentimenti, qualità stilistica, uso delle figure retoriche, corrispondenza dei testi alle sezioni tematiche del premio. In questo clima familiare e, diciamolo pure tranquillamente, denso di sensibilità e calore umano, i tanti poeti intervenuti hanno declamato le loro poesie. Sono volate via un paio d'ore all'insegna di un'emotività che si toccava con mano mentre gli artisti si alternavano al microfono arrivando dritti al cuore dei presenti.

Tanti i premiati, anche con mensioni speciali, per le diverse sezioni con il conferimento del primo secondo e terzo premio sebbene ci siano stati alcuni ex aequo. Il primo premio per la lingua italiana è stato assegnato a Filippo De Angelis, con la poesia " Una Conchiglia "; per quella religiosa a Sergio Montefiore con "Un Canto di Grazie "; per la dialettale a Renato Leti con " A fiera de S. Prosperu". Ai poeti abruzzesi, l'aquilana, Maria Elena Marinucci e Nando Giammarini è stato assegnato il premio speciale della giuria, nella sezione lingua italiana, per le loro poesie "Luccichio di Stelle" e "Montagna".

Io nel prendere la parola ho ringraziato la giuria per il grande, precisino e prezioso lavoro svolto nell'analizzare i tanti testi. Ho dedicata la mia affermazione ai miei corregionali alle prese con i drammatici problemi post sisma a tre anni dal tragico evento. In conclusione della bella manifestazione poetica stimiglianese è intervenuto l'On. Oreste Pastorelli , vice presidente della Provincia di Rieti, che nel suo intervento ha invitato il popolo all'unità vista la drammaticità della situazione che vive il Paese rispedendo al mittente l'infame attentato di Brindisi.

Ha ribadito il concetto di Unità d'Italia realizzato anche con il sacrifico e l'eroico impegno dei nostri padri e dei nostri nonni che conobbero, perché nessuno conosca mai più, l'assurda bestialità della guerra. Insomma bisogna adoperarsi al meglio e lavorare in sinergia per superare l'attuale momento di congiuntura e battere, sul nascere, qualsiasi rigurgito di violenza. I saluti di rito, hanno concluso il bel pomeriggio poetico profondamente convinti che la poesia, nei suoi limiti etici ed estetici, deve diventare "il sol dell'avvenire".

 


 

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