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Nasce nella valle del Turano il circolo intercomunale del PD

Vincenzo Lodovisi

Nominato coordinatore Dino Caramagno che sarà coadiuvato da Giovanni Porzi e Antonio Pandolfi

19/06/2013 15:44 

 

Sebastiani e Diana: «Marroni a fasi alterne»

© Sebastiani e Diana

«Indossa a suo piacimento la casacca di arbitro e di giocatore di una delle due squadre e di difensore d'ufficio dell'Amministrazione»

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Segni dal cielo per l'amministrazione Petrangeli

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Grandi capacità premonitrici da parte di sindaco ed assessore

17/06/2013 19:29 

 
 

   

 

 

Lavoro e occupazione, alcune ricette per Rieti

 

© Ivano Paggi
© Ivano Paggi

     
virgolette

«Attuare rapidamente un progetto anti-crisi che punti con decisione a dare un nuovo impulso all’economia reatina» dice Ivano Paggi

     

di A. M.
giovedì 3 maggio 2012


Lavoro e occupazione, il problema principe a Rieti e provincia. Tante le ricette e ancor di più le soluzioni proposte in questa campagna elettorale. Questa è quella di Ivano Paggi, candidato al consiglio comunale della lista 'Rilancio per Gherardi sindaco'.

Oltre che in Italia ed in Europa, il lavoro è ovviamente il tema centrale anche nel territorio di Rieti. Più precisamente è la continua perdita di posti o la mancanza di opportunità lavorative a caratterizzare pesantemente il Reatino. Cosa si può effettivamente fare per contrastare, almeno, ciò che rischia di divenire una vera e propria piaga sociale?

Purtroppo è un dato oggettivo quello relativo alla costante e drammatica scomparsa di posti di lavoro nella nostra città. Rieti e l’intera provincia sono, del resto, il ritratto fedele di un’area dove alcune scelte non sono state fatte a tempo debito, e la conseguenza di questo è, appunto, la perdita, negli anni, di circa 5.000 posti di lavoro (un dato davvero che mette paura), rimpiazzati al massimo da un fortissimo aumento della precarietà che ha, di riflesso, indebolito a dismisura l’economia reale di una vastissima zona come la nostra.

Individuata la malattia, e la sua origine, il problema vero è trovare gli antidoti giusti per procurarne il rallentamento, prima dell’auspicabile, seppur difficile guarigione. Quale la possibile ricetta?

Un primo dato che può confortare arriva dalla delibera regionale e dal Decreto Ministeriale che hanno dichiarato il nostro territorio “Area di crisi complessa”, permettendo di conseguenza l’utilizzo della Legge 181/89 con i relativi incentivi e benefici alle aziende che presentino un articolato contratto di programma al Ministero dello Sviluppo Economico. Chiaramente, solo questo rimedio non può essere assolutamente sufficiente.

É, allora, augurabile che ci sia uno sforzo comune e collettivo per creare davvero una unità d’intenti?

Sicuramente sì. Tutte le forze politiche, istituzionali, sociali ed economiche fecero già questo sforzo, sottoscrivendo nel Settembre del 2006 quel Patto per Rieti, essenziale per un reale rilancio dell’economia nell’intera provincia. Fu allora presentato alla Regione Lazio, solo che non si è ancora riusciti a farlo approvare e finanziare, né quando governava il Centrosinistra né con la successiva Giunta Polverini, nonostante il suo “lancio” fosse stato addirittura sponsorizzato e promosso nel corso di una grande manifestazione sindacale nel 2007 (Rieti al Centro d’Italia ma fuori dal mondo) con la presenza a Rieti degli stessi Segretari generali nazionali di Cgil-Cisl-Uil. Ora è davvero il momento che un Patto per Rieti diventi esecutivo in tempi rapidissimi e che, per raggiungere, questo obiettivo, non vengano lesinati sforzi per compiere una vera e propria crociata del lavoro così da indurre la Regione Lazio a recepire finalmente quanto contenuto nel Patto. E’ davvero il momento di assumersi le responsabilità e di mantenere fede agli impegni assunti per il territorio.

É anche questa situazione di stallo a spingere molti nostri giovani a cercare altrove possibilità occupazionali?

Se guardiamo quanto avviene in merito alle assunzioni, la quasi totalità delle stesse è collegata a forme atipiche di contratto. Siamo quasi intorno all’80%. Quindi è più che giustificato il fatto che per trovare occupazione davvero stabile i nostri giovani “fuggano” da Rieti. Per frenare tale emorragia, occorre, quindi, rapidamente attuare un progetto anti-crisi che, attraverso fondi locali, nazionali ed europei, punti con decisione a ridurre gli effetti sempre più nefasti dell’attuale situazione economica-finanziaria e riesca a dare un nuovo impulso all’economia reatina, attraverso specifiche iniziative: per le imprese si preveda l’istituzione di uno specifico fondo di assistenza che consenta alle aziende che si trovino in situazioni di difficoltà acclarata a rinunciare alla riduzione di personale; per le famiglie dei lavoratori licenziati si ponga in essere un contributo una tantum a fondo perduto.

Chiaramente tale misura sarà rivolta ai lavoratori di qualsiasi tipologia contrattuale, che risultino licenziati e con una precaria situazione economica Isee; per i giovani disoccupati, l’attivazione di un progetto che preveda l’instaurazione di tirocini presso le migliori aziende del territorio (superando, però, gli attuali limiti previsti dalla normativa vigente), così da garantire loro una essenziale formazione utile per l’inserimento in pianta stabile nel circuito lavorativo. Chiaramente sono dei punti indispensabili e non più rinviabili per aggredire il problema, ma non esaustivi per azzerare una tematica tanto annosa quanto complessa. Però, è anche vero che esiste in ogni situazione un punto di partenza ed iniziare con provvedimenti seri ed efficaci, quali quelli sopra elencati, è un primo riscontro positivo.

 


 

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