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Tante novità, ma non per il 1 Maggio

 


     
virgolette

Elezioni amministrative: la vera novità sono le donne

     

di Rosella Vivio
giovedì 3 maggio 2012


Tutto si potrà dire di questo momento elettorale eccetto che siano mancate le novità. Novità dovute al popolo informatico e dei social network, anche a Rieti attivissimo sui temi elettorali. Novità in termini anagrafici. La maggior parte dei candidati sono molto giovani. Novità in termini di cittadinanza. Silvio Gherardi, reatino d'adozione, entrato dalla porta della strategia udiccina per il rotto della cuffia, è un candidato che aggiunge rinnovamento al panorama antropologico e politico locale. Un rinnovamento che sembra confermare, tra l'altro, il dato dell'Istat che assegna a comuni come il nostro un appeal ed un trend di crescita demografica sconosciuto alle grandi città.

Un segno di “rinascita”, quello delle piccole città, legato a due fattori, secondo un articolo dell'economista Irene Tinagli (sposata ad un reatino...): lo sviluppo dell'economia dei servizi, che non ha le necessità infrastrutturali di quella industriale, ed il bisogno di una migliore qualità della vita. Un bisogno espresso soprattutto da parte di “Manager, professionisti ... ed altre professionalità qualificate”. Rieti piace più di Roma, insomma, a chi svolga compiti dirigenziali. È il caso di Gherardi e non è strano che un manager che abbia scelto Rieti per vivervi voglia mettersi al servizio dei concittadini come amministratore.

Ma la novità principale è rappresentata dalle donne. In un paese come l'Italia, che occupa il 74°posto nella classifica del “Global gender gap report” (che misura la disparità di genere tra l'uomo e la donna in 135 paesi diversi), la condizione femminile negli ultimi anni è peggiorata, passando dal 67°posto del 2008 al 74° attuale. Ormai veniamo dopo paesi come Slovenia, Bulgaria, Romania, Marocco, Oman, Costa D'Avorio. Lontanissimi da Islanda, Norvegia, Finlandia, Svezia ed Irlanda. Per le donne italiane tutto è più difficile, dal lavoro ai ruoli apicali. In politica più che altrove.

In questo contesto la candidatura di Paola Cuzzocrea è una vera novità. La candidata di “Rieti Virtuosa” e “Rieti Superstar” ha dimostrato di essere all'altezza del compito, oltre ogni aspettativa. Come un'atleta di fondo, ha distribuito le forze magistralmente in un tempo lungo, affrontando le salite e le varie tappe con capacità e carattere in un crescendo di toni che in questi giorni tradiscono, forse, un po' di comprensibile stanchezza e caduta di stile. Ma ogni competizione alla fine richiede uno sforzo difficile da coniugare alla sobrietà. Soprattutto se tutto deve essere fatto contando sulle proprie forze. Nessun big nazionale è venuto a sostenerla. Nessun partito le ha pagato la campagna elettorale.

I temi privilegiati sono quelli dell'ambiente e della salute e nel corso di questi mesi Cuzzocrea ha saputo disegnare un profilo di città molto al femminile. Che poi vuol dire una città mite, non aggressiva sotto tutti gli aspetti, dall'urbanistica all'economia ed al lavoro. Una città dove le donne possono vivere la maternità come valore e non come intralcio all'impegno pubblico.

Nell'esperienza reatina, l'unico caso che abbiamo avuto in controtendenza, rispetto alla condizione femminile ed alla difficoltà di conquistare ruoli pubblici con i propri mezzi (e non per cooptazione) fino ad ora è stato quello di Lidia Nobili, alla quale ho riconosciuto pubblicamente più volte il merito di non essersi fatta piegare dalle resistenze messe in campo dalla “maschiocrazia” della sua parte politica. Ma alla consigliera regionale, consigliera provinciale ed ora candidata al consiglio comunale, vanno attribuiti anche diversi demeriti.

L'ingordigia di incarichi e di poltrone è qualcosa che accomuna Nobili alla peggiore urgenza espressa da tanti suoi colleghi maschi. Il futile e volteggiante presenzialismo, poi, scelto come metodo operativo, sembra ridurre la politica “rosa” alla esibizione di sè. Una esibizione vistosa che evidenzia la futilità dei risultati e che non fa un favore all'immagine delle donne.

Nessuna novità invece a Rieti per la festa del 1 Maggio. Come è accaduto a Fassino a Bersani, a Fornero, anche Emili è stato fischiato. Fischi stonati, visto che si trattava di una festa del lavoro e che a parlare era il sindaco della città, democraticamente eletto per due volte. Le responsabilità di Emili dove sarebbero rispetto alla crisi del lavoro? Secondo uno studio della Banca d'Italia sui primi dieci anni di Unione Monetaria (1998.2008) la produttività è aumentata del 18% in Francia, del 22% in Germania e del 3% in Italia. Che c'entra in tutto ciò Emili? Il Fascismo cominciò togliendo la parola.

 


 

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