Sabinia Tv

Quotidiano d'informazione

Politica Attualità Cronaca Cultura 10 Righe Interviste Costume Libri Sport Turismo Ristoranti Motori Cinema
Photogallery Videogallery
   Cerca una notizia
tutte le notizie di: oggi | ieri | l'altro ieri | di una data specifica
 

Da Rieti a Saint Vincent

Alessandra Francesconi (Foto Video PM Rieti)

Dal Concorso Nazionale Città di Rieti Premio Secondo Cecilia al Festival di Saint Vincent

24/05/2013 22:44 

 

Informagiovani partecipa alla Giornata nazionale del sollievo 2013

Oltre 30 le associazioni che prenderanno parte all'iniziativa con piccoli stand informativi

24/05/2013 12:33 

 

Cisl: «Serve un organico quanto urgente progetto di sviluppo per Rieti»

Problematiche e agenda per Rieti vengano portate sui tavoli della Regione Lazio

23/05/2013 21:45 

 
 

   

 

 

Carcere di Rieti, Sappe: «Esempio di una amministrazione inefficiente»

 

©  Il nuovo carcere di Rieti
© Il nuovo carcere di Rieti

     
virgolette

Il sindacato chiede alla Ministro Severino di sollevare il presidente Giovanni Tamburino dall’incarico di capo del Dap

     

dalla Redazione
venerdì 27 aprile 2012


«La situazione del carcere di Rieti è la prova provata dell’inefficienza del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e dell’incapacità di ben amministrare dei dirigenti che vi lavorano a partire dal Capo Giovanni Tamburino. Rieti, infatti, è l’esempio di come una burocrazia inefficiente riesce a vanificare anche quelle pochissime opere pubbliche realizzate bene e in tempi brevi».

A dirlo, in una nota trasmessa alla stampa, è il Sappe, il Sindacato Autonomo della Polizia Penitenziaria per cui il carcere di Rieti «è una struttura all’avanguardia costruita bene e velocemente, senza eccessiva lievitazione dei costi previsti. Poi è arrivato il Dap a rovinare tutto. Il carcere viene aperto in tutta fretta nel 2009, trasferendovi personale e detenuti del vecchio istituto e qualche agente in più racimolato da altri penitenziari, così che dei quattro padiglioni detentivi esistenti è possibile utilizzarne soltanto uno. Da allora, un carcere con una capienza di 400 detenuti ne ha ospitati soltanto un centinaio, sorvegliati da un numero insufficiente di agenti che si sono dovuti sobbarcare turni onerosi, straordinari e superlavoro».

«Adesso - aggiungono dal sindacato - a distanza di tre anni, qualche burocrate intorpidito si è improvvisamente svegliato ed ha deciso che si poteva completare l’apertura dell’istituto di Rieti. Ecco che, allora, è stato diramato un interpello in tutta Italia per verificare se c’erano agenti disposti ad andare a Rieti senza oneri a carico dello Stato. Dopo un primo tira e molla di qualche mese, qualcuno al Dap, ignorando l’interpello fatto, ritiene di voler inviare altro personale prelevandolo dagli uffici della capitale, non più gratis ma con trattamento economico di missione».

«A seguito delle vibrate proteste sindacali, - spiegano dal Sappe - il Capo del Dap è costretto a fare dietro front sul provvedimento e, finalmente, a disporre l’invio di quel personale che aveva espresso il desiderio di andare a Rieti, senza oneri a carico dello Stato. Passati pochi mesi, però, il Capo del Dap (forse per non darla vinta ai sindacati) decide nuovamente di mandare personale dagli uffici romani, sempre pagando l’indennità di trasferta, e dando il benservito ai trenta ragazzi che erano giunti a Rieti di propria volontà. Ovviamente, i trenta ragazzi non vogliono andar via e i colleghi provenienti da Roma non vogliono andare a Rieti». Per il sindacato della Polizia Penitenziaria questa è la classica situazione nella quale si scontentano tutti e si sprecano soldi dello Stato.

Oltretutto, aggiungono ancora, «il Capo del Dipartimento emana un provvedimento per inviare personale a Rieti nel quale vengono indicate persone in pensione, persone trasferite in altre sedi e addirittura un agente proveniente da Rieti stessa (cioè distaccato da Rieti a Roma e che dovrebbe “rientrare” a Rieti con l’aggiunta dell’indennità di trasferta!). Nel frattempo, sempre il Capo del Dap Tamburino, che ostenta la volontà di “dimagrire” gli uffici ministeriali dall’eccesso di personale, dispone l’arrivo di una trentina di agenti al suo dipartimento togliendoli dai sofferenti istituti penitenziari. A questo punto, secondo noi se c’è qualcuno che deve essere trasferito questo è il Capo del Dap Giovanni Tamburino!».

«Considerata, quindi, l’ostinata arroganza con la quale il Dap persiste nel difendere provvedimenti scriteriati e contrari alla buona amministrazione, - concludono dal sindacato - il Sappe ha proclamato lo stato di agitazione del personale della polizia penitenziaria, programmando una mobilitazione nazionale che inizierà con un Consiglio regionale straordinario del sindacato a Rieti il prossimo 2 maggio, nel corso del quale si terrà una conferenza stampa ed un’assemblea con il personale del carcere».

Successivamente, il Sappe intende tenere un’altra assemblea con il personale del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria all’interno del palazzo di Largo Daga a Roma. La mobilitazione, proseguirà, quindi con una grande manifestazione di protesta in piazza a Roma, in concomitanza con la Festa del Corpo, il 18 maggio 2012. Nel frattempo il Sappe ha inviato una nota al Ministro della Giustizia Severino con la quale si richiede l’avvio delle procedure di valutazione degli incarichi dirigenziali ad Dap ai sensi dell’art. 10, lett. b) del D,Lgs. 63/2006, con opportuni accertamenti volti ad assumere eventuali determinazioni necessarie anche, se del caso, con la revoca degli incarichi conferiti in ambito penitenziario.

 


 

invia l'articolo

Condividi l'articolo su


   




:::::: Disclaimer & Privacy Policy   © 2007-2013  - www.ilgiornaledirieti.it .it - Tutti i diritti riservati ::::::
Non è consentito il riutilizzo in altre opere multimediali del materiale pubblicato salvo esplicita autorizzazione degli autori