|
|
|
|
|
New Trolls, serata magica al Moderno |
| |

© I New Trolls a Rieti
|
| |
|
|
|
Una serata da ricordare, ricca di musica, aneddoti, immagini che hanno raccontato la fantastica storia del gruppo genovese |
|
| |
|
|
di Fernando Felli
sabato 24 marzo 2012
|
Grande affluenza di pubblico al Cinema Moderno di Rieti per assistere allo spettacolo dei New Trolls “Quella carezza della sera”, una ricca antologia che ha ripercorso quarant’anni di storia del gruppo genovese. Due ore di spettacolo trascorse piacevolmente immersi tra musica, immagini, aneddoti che hanno regalato al pubblico grandi emozioni.
Genova è al centro della storia dei New Trolls, si incomincia dalle immagini intime della città, fatte di carruggi, di vita quotidiana, di odore di pesto, dal suono delle sirene delle navi al porto, atmosfere queste che hanno ispirato grandi artisti quali: Fabrizio De André, Umberto Bindi, Gino Paoli, Luigi Tenco, Bruno Lauzi. Vittorio De Scalzi e Nico Di Palo, fondatori del gruppo e inseparabili amici, sono riusciti a trasmettere al pubblico la gioia di raccontarsi, di condividere la loro lunga storia che parte dal 1966 per poi non fermarsi più.
Apre il concerto “Signore io sono Irish” testo tratto da una poesia del grande poeta genovese Riccardo Mannerini. Basta ascoltare le prime note e si entra subito nel mondo dei New Trolls, descritto in modo magistrale nel loro primo album del 1968 “Senza orario senza bandiera” al quale Fabrizio De André scrisse i testi. E’ un concept album con l’idea del viaggio, alla perenne ricerca di grandi orizzonti. A tirare fuori i ricordi ai due protagonisti è Massimo Cotto, giornalista e scrittore particolarmente specializzato sul rock & pop. Grazie a lui veniamo a conoscenza di fatti, curiosità che ci fanno capire ancora di più la personalità di questi artisti giunti al successo rapidamente.
Nel 1967 partecipano al “Festival dei complessi” al Flavio Vespasiano di Rieti insieme a gruppi famosi dell’epoca come I Nomadi, I Corvi, I Camaleonti e tanti altri e nello stesso anno aprono a Milano il concerto dei Rolling Stones, un fatto incredibile. Una curiosità: nella locandina della manifestazione reatina il loro nome era scritto a caratteri piccoli e messo in un angolo anonimo.
La serata prosegue con l’esecuzione di brani diventati ormai pietre miliari della musica italiana, quali: “Visioni”, “Davanti agli occhi miei”, canzone che vinse nel 1969 il “Disco dell’estate”, Aldebaran, e la loro preferita “Una miniera” che ha inevitabilmente coinvolto tutto il pubblico. Seguono i due “Concerto Grosso” che oltre a segnare il loro fortunato incontro con il compositore argentino Luis Bacalov, collocano nel tempo i New Trolls tra i gruppi più interessanti dello scenario internazionale. Emozionante interpretazione della canzone “Poster” di Claudio Baglioni e “Il cielo” di Renato Zero, eseguite entrambi a cappella nelle quali si mettono in evidenza le qualità canore di tutto il gruppo.
Seguono “Che idea”, “Quella carezza della sera”, “America ok”, unica canzone che porta la firma di Mogol. Bello il ricordo tracciato sul grande artista genovese Umberto Bindi che meritava molto di più dalla vita. Da segnalare le interessanti curiosità sul gruppo genovese lette dalla graziosa Chiara Buratti e rese al pubblico come un tocco di acquarello.
Bravi i musicisti di supporto e compagni di viaggio quali: Andrea Maddalone alle chitarre, Francesco Bellia al basso e Giorgio Bellia alla batteria. Lo spettacolo “Quella carezza della sera” è stato un bel regalo per tutto il pubblico presente che invia un grazie di cuore a Vittorio e Nico.
|
|
|
|
|
|