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Campi nomadi, Pd: accoglienza scambiata per dabenaggine? |
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© Vincenzo Lodovisi
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«Accoglieremo Alemanno per ricordargli gli impegni. Ha promesso di pagare l'acqua ma si fa precedere dai nomadi» |
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dalla Redazione
sabato 6 febbraio 2010
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«Apprendiamo con stupore che il prefetto Pecoraro, commissario all'emergenza nomadi del Comune di Roma, chiede un'area per la realiziazione di un campo nomadi nella nostra Provincia Ma la necessità del Presidente Melilli di tenere nella risposta un profilo istituzionale non può celare le molte questioni che non vanno in questa vicenda». Così I consiglieri del gruppo Pd in Provincia di Rieti Vincenzo Lodovisi, Giuseppe Martellucci e Bruno Chiarinelli.
«Non va innanzitutto la proliferazione di commissari a comando nominati a spese del contribuente per sopperire all'incapacità della politica di cercare soluzioni ai problemi di propria competenza. Troppo comodo infatti frapporre tra le responsabilità di governo e le popolazioni, funzionari più o meno alti che non rispondono delle azioni e dei provvedimenti che adottano».
«In secondo luogo – aggiungo i consiglieri provinciali - alla nota va aggiunto un altro destinatario: la missiva del presidente Melilli, indirizzata al prefetto Pecoraro, deve essere recapitata anche al titolare del Campidoglio che risulta essere il vero mandante delle iniziative odierne. In terzo luogo l'individuazione di un'area per realizzazione di un campo nomadi non risulta essere di stretta competenza del presidente della Provincia di Rieti e l'installazione di un campo nomadi, per le molte implicazioni che annovera, non è questione che possa essere annoverata al rango di una pratica amministrativa».
«Da ultimo, non va che la tradizionale capacità di accoglienza delle popolazioni sabine sia scambiata per dabenaggine. Il sindaco di Roma è aduso a frequentare con puntualità le piazze di questa provincia, in occasione di ogni campagna elettorale. Sappia Egli che lo accoglieremo per ricordargli gli impegni. Ha promesso di pagare l'acqua ma si fa precedere dai nomadi».
«Per ora - concludono Lodovisi Martellucci e Chiarinelli - gli ricordiamo che i problemi dell'emergenza nomadi attualmente riguardano il Comune di Roma e che all'interno dei confini di quel Comune devono essere trovate le relative soluzioni. Ogni altra scelta, tesa a scaricare in via unilaterale su altre comunità i propri problem, sarebbe un gravissimo atto d'ingiustizia ed una forzatura alla pacifica convivenza che le popolazioni non capirebbero».
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