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virgolette

Per la Giornata Internazionale del Rifugiato questa sera a Rieti sotto il cavalcavia di via Tancia

     

dalla Redazione
sabato 20 giugno 2009


Il 20 giugno si celebra in tutto il mondo la Giornata del Rifugiato. Sono oltre 22 milioni i rifugiati nel mondo, circa 13 mila sono i rifugiati in Italia e quasi altrettanti godono di protezione umanitaria. In gran parte essi provengono dai Balcani, dal Corno d'Africa, dalla regione dei Grandi Laghi, dall'Iraq, dalla Turchia. Sono costretti a fuggire dal proprio paese dove la loro vita è in serio pericolo e spesso l'Italia è solo una tappa della loro fuga.

Per l'occasione numerosi sono gli eventi, promossi da Enti locali e associazioni che saranno centrati sui temi del diritto di asilo (l'Italia è l'unico paese nell'Unione europea a non avere una legge sull'asilo) e sulle condizioni di vita dei rifugiati. Più di 30 città italiane Il programma della giornata prevede un momento di saluto degli enti organizzatori, un infopoint, spazi per la socializzazione, la proiezione del film "Come un uomo sulla terra", una cena a base di cibi etnici e un concerto conclusivo dei Tembour d'Harmattan.

Molti potenziali richiedenti asilo stanno sbarcando in questi giorni sulle coste italiane, come avviene ogni estate quando fa caldo ed il mare è meno pericoloso (non lo è stato, purtroppo, per le ultime vittime del Canale di Sicilia). Umanità in fuga dalla guerra, dalla miseria, dalla fame, da un futuro senza prospettive. Ed ecco che risuona l’allarme invasione, ecco le polemiche tra i politici, le regole più repressive. «Ma qual è la tutela in Italia dei richiedenti asilo, rifugiati, in questo momento?» si chiedono dall’associazione Postribù.

«Ce la ricordano i 32 cittadini kurdi che hanno deciso di intraprendere uno sciopero della fame dopo essersi visti rifiutare la domanda di asilo, richieste esaminate in modo superficiale e troppo in fretta da Commissioni che giudicano la Turchia un paese democratico».

«Melting Pot – proseguono dall’associazione - vuole denunciare una realtà che per queste persone è drammatica e che deve fare i conti con la totale mancanza di una rete di accoglienza. L’Italia non ha centri di prima accoglienza che siano degni di questo nome, non si sta sviluppando una politica che guardi verso la garanzia di diritti. L’immigrazione viene vissuta, nella sua complessità, solo come problema di ordine pubblico e di sicurezza interna».

«Abbiamo notizie di espulsioni frettolose di chi avrebbe diritto alla protezione, di roulotte in fila nelle piste di ex aeroporti a cui non si può accedere, di centri di detenzione che presto avranno una parte riservata all’internamento dei richiedenti asilo. Quale significato possiamo dare a questa giornata se non lasciare da parte la retorica per creare presupposti politici per una accoglienza reale, che serva a globalizzare i diritti, per il riconoscimento del diritto per una persona a venire in Europa per "ricerca lavoro", per l’attuazione di politiche che siano improntate sul rispetto e la dignità di esseri umani la cui unica colpa – concludono da Postribù - è di provenire da paesi extra – UE».

Appuntamento alle ore 19, sotto il cavalcavia di via Tancia, con aperitivo e cena multietnica (nel senso che ognuno potrà portare un piatto etnico fatto in casa, mentre il casale invisibile offrirà cibo Eritreo e verdure biologiche). Poi, alle 21, la proiezione del film "Come un uomo sulla Terra" di Andrea Segre, premiato miglior documentario al Festival Arcipelago di Roma, dove per la prima volta si da voce ai migranti africani sulle brutali modalità con cui la Libia controlla i flussi migratori, «su richiesta e grazie ai finanziamenti di Italia ed Europa».

 

 

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