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Provinciali: alza la voce il ‘terzo settore’ |
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Le associazioni incontrano i candidati alla Provincia e si parla di politiche sociali, disabili, famiglie, migranti, ambiente, acqua e rifiuti |
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di Paola Cuzzocrea
martedì 2 giugno 2009
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Un “terzo settore” che, come ribadito dal presidente di Cittadinanzattiva Rieti, Antonio Ferraro, «non vuole avere più un ruolo residuale o colmare semplicemente buchi del servizio pubblico», ma che «vuole contare dove si prendono le decisioni che riguardano i cittadini». È questo il mondo dell'associazionismo che ha ottenuto ieri un incontro con i candidati alla presidenza della Provincia di Rieti, sottoponendo loro una serie di richieste in termini di politiche sociali, spaziando dai disabili alle famiglie ai migranti, fino a quelle ambientali, ponendo attenzione sulla gestione di acqua e rifiuti, fino al più ambizioso progetto di realizzazione di un distretto di economia sostenibile e solidale. Ma anche toccando questioni inedite come il “Digital divide” e la sicurezza stradale.
Ad ascoltare la voce del “terzo settore” moderata da Niccolò Eusepi, presidente Centro studi Cer&s, Giovancarlo Tulli per conto del candidato Ernesto Iacoboni, (Rosa per L’Italia), ed i candidati Chicco Costini (Pdl e 15 liste) Fabio Melilli (Pd e 11 liste), Fabio Cacciamani (Partito Comunista dei Lavoratori) e Giosuè Calabrese (Udc e Lista Civica). Ferraro ha lanciato il tema del riconoscimento formale di una Consulta delle associazioni, proposta considerata valida da tutti i candidati anche se Costini ha posto il tema di «creare un rapporto reale con le associazioni, ma non è possibile dialogare con tutte e bisogna fissare delle regole per la rappresentatività delle associazioni, ed inoltre alcune associazioni di volontariato sono strumentali alla politica».
Melilli, sollecitato anche dal presidente di Legambiente Centro Italia Gildo Balestrieri, ha detto che «bisogna marcare di più il rapporto tra amministrazione e le associazioni» e Calabrese è andato oltre la consulta, proponendo la «creazione di un organismo formale permanente che si riunisca periodicamente e si articoli per pianificazioni settoriali perché l'amministrazione su certi settori è impreparata ed ha bisogno delle associazioni». In particolare Melilli ha annunciato di voler realizzare una “Casa delle associazioni” all'interno dell'ex Bosi, dove esiste già un progetto di creazione di un Distretto di economia solidale e sostenibile sostenuto da associazioni, cooperative, imprese e istituzioni.
Tra gli interventi, quelli dell'Associazione Invalidi Civili, che ha sollevato il problema dell'assistenza ai disabili a livello scolastico ed occupazionale, sottolineando anche la mancanza di strutture per gestire il “Dopo di noi”, mentre l'Associazione Famiglie Numerose ha chiesto ai candidati garanzie sul livello di sicurezza degli istituti scolastici provinciali e sul tempo pieno. Cacciamani ha puntato sulla necessità di un potenziamento del servizio pubblico a chiamata, sull'abbattimento delle barriere architettoniche, e sull'ampliamento dei servizi sociali anche per quanto riguarda gli orari di apertura ed il tempo pieno, mentre Costini ha ribadito la carenza delle Rsa e di centri di riabilitazione per gli anziani.
Sull'immigrazione, oltre agli eloquenti volti di alcuni dei rifugiati eritrei e somali presenti all'incontro odierno e da tempo alle prese con una vera e propria emergenza umanitaria a Rieti a causa del termine del progetto di prima accoglienza che li riguardava, Donatella Terni dell'Arci ha cercato di spiegare che «il problema dell'immigrazione va tenuto separato rispetto alla sicurezza», chiedendo «politiche vere per l'integrazione dei migranti programmate in modo che non si perda nemmeno un euro». Tra i candidati, Melilli è l'unico ad aver citato il caso dei rifugiati reatini come «doloroso e difficile», mentre Costini ha spiegato, riferendosi agli immigrati più in generale, che «la nostra è una terra che non può accoglierli tutti, altrimenti si va allo scontro sociale e culturale».
Calabrese ha invece precisato che «la multietnicità già esiste da noi, va però affrontata la vicenda sia dal punto di vista della solidarietà che della sicurezza». Caldo, anzi caldissimo, soprattutto all'indomani delle esternazioni del presidente di Acea sui futuri investimenti della multinazionale in terra reatina, il tema dell'acqua, con un confronto singolare tra i candidati sulle modalità di gestione del servizio, che per Costini ed il delegato di Iacoboni dovrebbe avvenire tramite società pubblico-privata, mentre Melilli ha ricordato che la conferenza dei sindaci, Comune di Rieti compreso, ha già deliberato per la società pubblica, che per Pablo de Paola dell'Associazione Postribù' dovrà essere necessariamente in forma consortile e non una SpA.
Sui rifiuti, posizioni nette contro gli inceneritori, da Melilli che ha detto di essere «orgoglioso che il piano provinciale dei rifiuti non contempli inceneritori», a Costini che ha dichiarato «contro l'inceneritore mi batterò fino alla morte» anche se, sia il candidato del Pdl che Calabrese, hanno parlato della necessità di chiudere il ciclo deirifiuti il loco. Tutti d'accordo i candidati su un freno ai “finanziamenti a pioggia”, mentre l'Age (Associazione Genitori) guidata da Stefania Saccone, insieme ad altre associazioni, ha richiesto agli aspiranti presidenti della Provincia di Rieti, oltre alla richiesta di fornire un indirizzo chiaro in merito al problema delle risorse, di sottoscrivere il “Manifesto del Forum delle Famiglie”. Famiglia che per Melilli deve comprendere anche quella non formalizzata dal matrimonio, quella di chi convive, «in quanto sono un cattolico democratico ma ricordiamoci che siamo in uno Stato laico».
Un incontro importante, ma solo se sarà il primo di una serie di confronti consolidati tra la futura amministrazione provinciale ed un mondo del no profit che è entrato ormai di diritto in tutti i campi del vivere sociale, dall'assistenza sanitaria alla tutela ambientale, dalla lotta per l'affermazione dei diritti fondamentali di tutti gli esseri viventi, alla cooperazione sociale ed alla protezione civile. Un no profit che ha imparato a progettare sul lungo periodo e che punta, sempre avendo al centro l'attenzione per la persona e per la cura dell'ambiente in cui essa vive, anche a lanciare importanti input alla classe politica, in tema di economia, di welfare, di gestione delle risorse naturali.
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