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Diego Di Paolo un anno dopo |
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Le culture matrici della nostra antropologia sono tante. Bisogna arricchire la nostra cultura diventando curiosi. Anche i turismi sono tanti e vanno solo aiutati a crescere |
01/05/2013 14:03 |
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Il senso di Veronica per il Pd |
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OccupyPd anche a Rieti. I Giovani Democratici dicono basta a chi non rispetta chi «ci mette la faccia». La domanda di cambiamento della generazione ex di niente |
27/04/2013 12:15 |
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Cacciamani: «Puntare sulle peculiarietà del nostro territorio» |
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Fabio Cacciamani
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Le interviste de Il Giornale di Rieti, 7 domande per 7 candidati alla presidenza della Provincia |
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di Paola Cuzzocrea
mercoledì 27 maggio 2009
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Fabio Cacciamani è nato a Roma, il 29 maggio 1979 e vive a Poggio Mirteto. Laureando in legge, si interessa di politica fin da giovanissimo; nel 1998 entra nel Partito della Rifondazione Comunista dove fa parte del comitato politico federale di Rieti. Nel 2006, con l'ingresso del Prc nel governo Prodi, ha lasciato il partito ed è stato tra i fondatori del Partito Comunista dei Lavoratori. Tra i più giovani candidati alla presidenza della Provincia di Rieti, Cacciamani si presenta con la lista del Partito Comunista dei lavoratori. Con lui “il Giornale di Rieti” inizia il suo giro d’interviste ai sette candidati alla presidenza di Palazzo d’Oltre Velino.
Continua a rimanere acceso il dibattito sull’utilità degli Enti Provincia, in particolare quelli di piccole dimensioni. Perché secondo voi la Provincia di Rieti dovrebbe continuare ad esistere? Partiamo da un presupposto: quando furono istituite le Regioni, una legge costituzionale prevedeva, entro i successivi due anni, l’abolizione delle Province e il passaggio delle loro funzioni, dei loro beni e del loro personale a Regioni e Comuni. Non è andata cosi; quindi, qualcosa che non va ci deve pur essere. Ad oggi la Provincia ci sembra un doppione di altri livelli istituzionali, con competenze a volte non ben definite. Secondo me andrebbe ripensata tutta l’istituzione. Quello che poi ci sembra opportuno fare è l’unione di piccoli Comuni (a volte di alcune decine di abitanti effettivi) in modo da ridurre i costi.
Quali ritenete siano gli asset di sviluppo della provincia di Rieti?. In che modo uscire dalla crisi per questo territorio tutelando imprese ed occupazione? Si deve puntare sulle peculiarietà del nostro territorio. La provincia di Rieti vede nel suo patrimonio naturalistico paesaggistico la risorsa più grande. Ci battiamo per una politica del territorio fondata sulla valorizzazione e il recupero del patrimonio esistente. Questo potrebbe fornire anche sbocchi lavorativi importanti: si deve investire sul turismo in special modo quello agrituristico ed enogastronomico, sull’agricoltura sull’artigianato, sul commercio dei prodotti locali. Insomma investire sulle caratteristiche di questa provincia fermando anzitutto la cementificazione in atto, e le grandi opere, inutili e dannose per l’ambiente specie se legate unicamente al profitto e non ad un reale miglioramento delle condizioni di vita.
Modello organizzativo dell’Ente Provincia. Quale modello intendete applicare: una Provincia che esternalizza i propri servizi o che sceglie di crescere internamente? E con quali criteri? Quale il futuro delle società ‘costole’ della Provincia come Rieti Turismo, Risorse Sabina, ecc? Noi siamo per rendere di nuovo pubblici tutti i servizi esternalizzati. Crediamo si debbano regolarizzare ed assumere a tempo indeterminato tutti i precari della pubblica amministrazione nonché tutti i lavoratori dei servizi permanenti dati in appalto. Appalti che dovranno essere concessi solo a chi rispetterà alti standard in materia di sicurezza sul lavoro, rispetto dei diritti dei lavoratori e dell’ambiente. Per quanto riguarda le società Rieti Turismo e Risorse Sabine non ci è ben chiaro il loro ruolo e le attività che svolgono. Quindi fare chiarezza su questo e soprattutto chiarezza per quello che riguarda l’assunzione e la regolarizzazione in esse degli lsu della Provincia di Rieti come previsto dall’accordo dello scorso agosto tra Regione Lazio, sindacati e amministrazione provinciale.
Che futuro prospettate per la gestione dei servizi integrati d’ambito (servizio idrico e rifiuti) in provincia di Rieti? Siamo per la difesa intransigente della gestione pubblica dei servizi di approvvigionamento e di erogazione dell’acqua: l’acqua è un elemento vitale che deve essere alla portata di tutti a prezzi contenuti, non può essere considerata una merce, oggetto di profitto e di speculazione. Discorso analogo per quanto riguarda i rifiuti. Siamo, infatti, per una gestione pubblica dell’intero ciclo della raccolta e smaltimento dei rifiuti. Serve un nuovo piano per i rifiuti fondato sui criteri della riduzione a monte, della raccolta differenziata, del riuso e del riciclo. Bisogna poi pensare anche a produrre meno rifiuti, vanno istallati distributori di acqua, latte, detersivo. Ciò comporterebbe un notevole risparmio in termini economici per i consumatori e il consumo di meno plastica.
Energia. Pensate ad un piano energetico che risponda ad esigenze di mercato ed ambientali o credete nell’autoregolamentazione della distribuzione dell’impiantistica sul territorio? Che ne pensate dell’ipotesi di una centrale nucleare ai confini con Magliano Sabina? Per quanto riguarda l’energia noi siamo per l’incentivazione delle energie rinnovabili, tra l’altro oggi realizzabili ad un costo sicuramente inferiore rispetto a qualche decennio fa grazie allo sviluppo di nuove e più efficienti tecnologie. Si debbono spostare risorse verso l'utilizzo di pannelli solari e fotovoltaici in tutti gli edifici pubblici nel momento in cui si interviene con ristrutturazioni sugli stessi. Cosi come i nuovi immobili devono essere progettati secondo criteri di basso spreco energetico. Proponiamo l’uso di pannelli fotovoltaici per la pubblica illuminazione ed incentivi e sgravi fiscali alle aziende che ricercano, progettano, producono ed usano tecnologie improntate al risparmio energetico. Noi siamo assolutamente contrari al nucleare, e ci opporremo attivamente ad ogni ipotesi di piazzare una centrale nucleare sul nostro territorio.
Progetti nel sociale: quali le priorità. Una seria politica abitativa ed il rilancio dell’edilizia popolare: non é possibile che chi oggi cerca una casa si trovi davanti a canoni di locazione superiori ad uno stipendio o ai mutui usurai. Per noi la soluzione del problema sta nell’aumentare in modo considerevole l’offerta di alloggi popolari, senza nuove costruzioni, visto che di case già ce ne sono abbastanza, ma attraverso l’acquisizione e la ristrutturazione di quelle già esistenti. E poi il rilancio e lo sviluppo dei servizi sociali pubblici, in primo luogo asili nido e scuole materne e i servizi assistenziali agli anziani. I prezzi politici dei trasporti per lavoratori studenti e pensionati a basso reddito. Siamo perché l’ente pubblico dia sostegno prioritario con fondi e spazi pubblici alle iniziative culturali e sociali che si muovono fuori dai circuiti mercantili, che valorizzano la partecipazione e l’autogestione dei soggetti, che costruiscono cultura sul territorio, e che promuovano il dialogo multiculturale.
Quali le prime 3 azioni in caso di Vostra elezione concretizzabili nei primi 100 giorni di mandato? Le mie prime tre azioni? L’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari dell’ente Provincia. Un grande impegno per i diritti dei disabili tutt’oggi negati, potenzieremo il trasporto pubblico e a chiamata. Attueremo un programma d’abbattimento delle barriere rendendo la provincia vivibile ed a misura di disabile. Vogliamo che la provincia di Rieti costituisca un esempio di civiltà per il resto d’Italia. Poi il rilancio di una seria politica abitativa e la difesa del nostro territorio da ogni speculazione.
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