A tre anni e mezzo, dalle elezioni provinciali, stiamo ancora aspettando, dopo un’innumerevole serie di annunci e di tavoli di concertazione, qualcosa di tangibile, di concreto, da parte della giunta Melilli. Anzi, esponenti del centro sinistra reatino si sono caratterizzati per l’affossamento della ferrovia Rieti/Passo Corese e del centro intermodale di Stimignano - pensiamo soltanto allo sviluppo socio/economico che avrebbe portato quest’ultimo, anche alla luce del nuovo aeroporto di Viterbo.
L’ultima, in ordine di tempo, è stata la manovra attuata dal capogruppo del partito democratico, in seno all’amministrazione comunale di Rieti, il quale, in ordine alla questione dell’approvazione del progetto, per uno stralcio della futura tangenziale della Città di Rieti, finanziato da oltre quattro anni, dalla Regione Lazio, (approvazione in notevole ritardo rispetto ai tempi previsti), ha chiesto di rinviarne l’approvazione, adducendo alcuni aspetti formali, a suo dire, dubbi.
La richiesta, anche se ben congegnata sotto gli aspetti formali, non ha trovato il consenso di una gran parte dei consiglieri. I lavori si faranno, e, tra l’altro, sono stati inseriti i progetti per i raccordi di collegamento alla superstrada Rieti/Terni, finanziati dall’Anas, anche grazie alle incisive azioni del Senatore Cicolani, presso quest’ente. Ben 24 milioni di euro che altrimenti si rischiava di perdere.
I cittadini sono stanchi della politica del non fare, quella dei cavilli, quella del si può fare meglio, per alla fine non fare nulla. Ogni progetto, ogni iniziativa, subisce critiche, in Italia abbiamo un ritardo infrastrutturale trentennale, e, nel reatino secolare, l’importante è mettere in atto tutte le misure idonee per salvaguardare interessi legittimi, ambiente, beni culturali ecc ecc, ma, poi le cose bisogna farle.