Un referendum per proporre l'accorpamento, in Umbria, della provincia di Rieti a quella di Terni: l'idea è della Uil-Fpl, che comincerà a raccogliere le firme a partire dal settembre prossimo. Secondo il sindacato, accorpando i due territori, i 160 mila abitanti della provincia di Rieti si dovrebbero sommare ai 260 mila della provincia di Terni, arrivando così a circa 400 mila (a fronte dei 350 mila richiesti per evitare l'abolizione dell'ente provinciale prevista dalla spending review del Governo), su un territorio di quasi 5.000 chilometri quadrati (il minimo necessario a 'sopravvivere' è di 2.500 chilometri quadrati).
A illustrare oggi la proposta - in una conferenza stampa - sono stati Giovanni Torluccio, segretario generale nazionale Uil-Fpl, e Marco Cotone, Gino Venturi e Marino Formichetti, rispettivamente segretari di Uil-Fpl Umbria, Terni e Rieti. La Uil-Fpl chiede alla Regione Umbria, prima che presenti la propria proposta, un tavolo di confronto tra le parti sociali, l'Upi e l'Anci regionale.
Gli organizzatori dell'iniziativa evidenziano «il rischio che vengano meno i servizi necessari alla comunità» e ribadiscono che Terni e Rieti, «due realtà con caratteristiche simili, con alle spalle storia, cultura e tradizioni affini, possono stare insieme e convivere». Il promotore del comitato, Formichetti, ha sottolineato di godere del sostegno di «diverse associazioni e molti sindaci dei comuni, confinanti con Terni».
Secondo Formichetti, Rieti ha con Terni «una continuità territoriale» e «l'Umbria, prendendo Rieti, avrebbe la montagna del Terminillo, che è sempre stata abbandonata dalla Regione Lazio, e ci potrebbe essere un'unica politica turistica per i laghi ternani e della Sabina. Per noi si tratterebbe di tornare alle radici, alla storia comune».