|
|
|
|
|
Appuntamento rispettato: sono tornate le lucciole |
| |
|

|
|
Ancora una volta sono sopravvissute ai micidiali pesticidi |
|
|
|
di Tommaso Paparusso
martedì 19 giugno 2012
|
Finalmente sono tornate le piccole e luminose sorelle della natura: le lucciole. All'inizio di giugno si era creata una certa apprensione per il ritardato arrivo di queste preziose sentinelle, guardiane dell'ambiente e della salubrità dell'aria in cui vivono. Grazie al cielo, sono ancora una volta sopravvissute ai micidiali pesticidi, certificando con la loro presenza la bontà dell'aria sul territorio.
Fino a che limite potranno resistere le lucciole a questi veleni immessi nell'aria dal pericolo uomo, se si creano sempre nuovi e subdoli processi inquinanti come le letali polveri sottili prodotte dalle Centrali a Biomasse?
La filiera della vita potrebbe, di fatto, interrompersi con la distruzione in massa di queste minuscole amiche che insieme alle loro cugine api, controllano lo stato di salute del pianeta, quali indicatori degli equilibri ambientali. Albert Einstein in una sua teoria sostiene che al momento in cui si dovessero estinguere le api, all'umanità, non rimarrebbero che pochi anni di vita: «soltanto quattro». È proprio in virtù di quest'enunciazione e dalle esperienze sul campo, che ha destato una forte preoccupazione negli Stati uniti, costatare che la popolazione delle api si è quasi dimezzata.
Questa diminuzione è un segnale indicativo per l'uomo che con il suo comportamento ha già oltrepassato i confini dettati dalle leggi naturali, spingendo troppo in là il suo impatto distruttivo sull'ecosistema. Forse è bene riflettere su questi fenomeni e su quanto descritto nel suo libro dal biologo Ferdinando Boero che: «che il progresso fuori dall'ambiente non è progresso ed un'economia senza natura è soltanto una truffa».
|
|
|
|
|
|