Si terrà oggi, mercoledì 2 maggio, nello splendido scenario dell’Oasi Francescana S. Antonio al Monte di Rieti, il Consiglio Regionale del Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo di Categoria. Il Consiglio Regionale sarà presieduto dal Segretario Generale Donato Capece, congiuntamente ai componenti la Segreteria Generale del Sindacato, e vi parteciperanno, oltre al Segretario nazionale SAPPE per il Lazio Maurizio Somma, i rappresentanti ed i delegati delle 14 carceri della Regione e degli Uffici ministeriali e dipartimentali.
«Il Lazio- spiega Somma - è la Regione d’Italia nella quale sono stabilmente e complessivamente quasi 7mila le persone detenute mentre la capienza regolamentare nei 14 penitenziari regionali è di circa 4.800 posti letto. Drammatiche le carenze di organico nella Polizia Penitenziaria, tali da aver determinato da diversi mesi la proclamazione dello stato di agitazione della Categoria: mancano più di 1.000 Baschi Azzurri ! Questo costante e pesante sovraffollamento fa fare ogni giorno alle donne e agli uomini della Polizia Penitenziaria i salti mortali per garantire la sicurezza e poco o nulla ha inciso la legge sulla detenzione domiciliare su questo sovraffollamento costante. La presenza ai lavori del Consiglio del massimo rappresentante del Sindacato, il segretario generale Capece, con i componenti la segreteria generale, dimostra concretamente l’attenzione che la Segreteria Generale del SAPPE ha per il Lazio».
«Nel Lazio - aggiunge il segretario generale aggiunto Giovanni Battista De Blasis - ogni giorno si fa sentire concretamente l’emergenza sovraffollamento, con i disagi che questa comporta. Nel 2011, nelle sovraffollate carceri laziali, i detenuti hanno compiuto 358 atti di autolesionismo e 82 tentativi di suicidio 4 a Cassino, 6 a Civitavecchia, 2 a Latina, 1 a Paliano, 1 a Rieti, 38 nelle varie strutture di Rebibbia, 9 a Roma Regina Coeli, 7 a Velletri e 14 a Viterbo. 212 sono stati i detenuti che hanno posto in essere ferimenti. Le manifestazioni di protesta hanno visto circa 500 detenuti fare nel corso dell’anno lo sciopero della fame, 275 hanno rifiutato il vitto o le terapie mediche, 132 detenuti sono stati coinvolti in proteste violente con danneggiamento o incendio di beni dell’Amministrazione penitenziaria. Capitolo a parte, infine, lo hanno le manifestazioni di protesta collettive sulla situazione di sovraffollamento delle carceri e sulle critiche condizioni intramurarie che si sono tenute nel 2011: 5 le proteste collettive che si sono tenute nei 14 penitenziari del Lazio, proteste che si sono concretizzate in scioperi della fame, rifiuto del vitto dell’Amministrazione e soprattutto nella percussione rumorosa dei cancelli e delle inferriate delle celle (la cosiddetta battitura»).
«E fino ad oggi la drammatica situazione è stata contenuta principalmente grazie al senso di responsabilità , allo spirito di sacrificio ed alla grande professionalità del Corpo di Polizia Penitenziaria, Corpo di Polizia dello Stato - conclude De Blasis - che lamenta nel Lazio gravissime carenze di organico quantificate in oltre mille unità . Ma è evidente che bisogna intervenire, e con urgenza, sulle criticità penitenziarie del Lazio».