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Genocidio armeno, se ne parla nel convegno 'Memoria: diritto o privilegio?'

   


virgolette

Domani alla Biblioteca Comunale di Rieti


di Metaksya Vanoyan
giovedì 26 aprile 2012


Il 24 aprile gli armeni di tutto il mondo commemorano il Metz Yeghern, il primo genocidio del ‘900, non ancora riconosciuto ufficialmente dal governo erede dei responsabili del crimine e che servì da banco di prova per la Shoà: un milione e mezzo di vittime innocenti che ancora attende giustizia.

Almeno nella memoria tutti i morti dovrebbero godere della stessa considerazione, senza alcuna discriminazione politica, etnica, religiosa o di qualsiasi altro tipo. Allora perché si parla di alcune vittime e di altre no? Perché alcuni genocidi sono considerati tali ed altri no? La memoria è forse un privilegio concesso a pochi e non un diritto di tutti? Di questo e di altro parleremo nella Biblioteca Comunale di Rieti, il prossimo 27 aprile, durante il convegno "Memoria: diritto o privilegio?".

Il convegno si inserisce nel progetto socio culturale “Armenia. Un Paese da (ri)scoprire”, inaugurato a Rieti lo scorso maggio e giunto alla sua seconda edizione. Il progetto ha trovato grande accoglienza nella città di Rieti, suscitando anche un vivo interesse, grazie anche all’attiva partecipazione delle istituzioni. In particolare, il Presidente del Consiglio Comunale ha predisposto un ordine del giorno sul riconoscimento del Genocidio armeno e l'emittente locale “Sabinia TV” ha dedicato ampio spazio alla questione.

In occasione del citato convegno verrà consegnato ufficialmente l'Atto di riconoscimento del Genocidio armeno, previsto nell'ordine del giornodel Consiglio Comunale presentato scorso 20 marzo dal Presidente del Consiglio Comunale, Gianni Turina, e approvato all'unanimità. Non dovunque, però, le cose si svolgono a favore del diritto alla memoria e della sua tutela: la bocciatura da parte del Consiglio costituzionale francese della legge - proposta dalla parlamentare Valérie Boyer, faticosamente approvata dal parlamento e promulgata dal Presidente - che rendeva reato il negazionismo di tutti genocidi riconosciuti dalla Repubblica, e non solo della Shoà, ci ha, infatti, convinti che è necessario approfondire i perché della discriminazione fra i genocidi e tenere viva la memoria del genocidio dimenticato: il Metz Yeghern degli armeni.

La libertà di espressione e di ricerca storico scientifica è fondamentale, ma non è possibile che questa possa essere invocata solo contro la memoria di alcuni e non di altri, nessuno ha mai messo in discussione la legge Gayssot sulla Shoà, e, ancor meno, che possa essere usata contro la realtà dei fatti: tutti i genocidi hanno pari dignità e la loro memoria diritto a pari tutela. Per questo abbiamo deciso di dedicare l’incontro del 27 aprile al diritto alla memoria, che non può essere privilegio solo di alcuni né venire subordinato agli equilibri internazionali, rendendolo così ostaggio di pressioni straniere, nella speranza che, con l'approvazione della Biblioteca comunale di Rieti, questa giornata dedicata alle memorie dimenticate diventi un appuntamento a cadenza annuale.

Il programma del convegno:

Biblioteca Comunale di Rieti
Via San Pietro Martire, 28
27 aprile


16.30 Accoglienza. Saluti istituzionali

17.00 Proiezione del documentario “I figli dell'Ararat. L'avamposto”, regia di Grazia Michelacci, Rai 3

18.00 Metaksya Vanoyan, organizzatrice dell'evento “Giannizzerismo culturale”

18.20 Giuseppe Bettoni, professore di Geopolitica all'Università Tor Vergata “Rappresentazione di una negazione”

18.40 Ferdinando Menconi, scrittore e redattore de “La voce del ribelle” “La geopolitica del negazionismo”

19.00 Ileana Tozzi, dirigente scolastico “Il ruolo della scuola nella formazione di generazioni consapevoli”

19.20 Gianni Turina, Presidente del Consiglio Comunale di Rieti “Il ruolo delle istituzioni dell'affermazione delle verità storiche”

19.40 Dibattito e chiusura Ingresso libero.

 

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