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Cittaducale, Angeletti: «La Giunta Falcone taglia su cultura e scuola»

   

Cittaducale
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virgolette

Il Comune cede le proprie quote del Consorzio Universitario


dalla Redazione
mercoledì 30 novembre 2011


«Con una convocazione alquanto discutibile, per lo meno sotto il profilo etico e civico, in quanto notificata alla sottoscritta venerdì pomeriggio per lunedì pomeriggio alle ore 16, ad uffici comunali chiusi e sabato e domenica festivi, per cui non si dava tempo ai consiglieri di poter accedere alla visione degli atti se non solo lunedì mattina, (e comunque non tutti gli atti erano pronti e depositati), la Giunta Falcone cede le proprie quote (del 7 %) del Consorzio Universitario e non avrà più voci in capitolo per qualsiasi tipo di decisione. Se con il 7 % aveva qualche chance decisionale all’interno del C.D.A. , con lo 0% chiedo, quanto peserà?».

Così Maria Grazia Angeletti, consigliere comunale di Cittaducale in quota IDV, certa che non siano bastati «sacrifici, denari pubblici e investimenti di oltre 15 anni ora gettati alle ortiche perché il bilancio deve quadrare. E dove si taglia? Sulla cultura e sulla scuola».

Angeletti ritiene che in seno al bilancio ci siano capitoli «molto meno indispensabili sui quali si può tagliare e risparmiare, uno fra tanti (senza attacchi personali), è quello dei Responsabili di settore. Un comune con 7000 abitanti può essere gestito da 3 responsabili, non certo da 8 o 9, numero esorbitante che non può permettersi neanche un comune grande come l’Aquila. La superficialità e la non curanza con la quale parte della maggioranza, che già in piedi lamentava il ritardo per la propria cena, alzava la palettina e si apprestava in tutta fretta ad uscire, è sinonimo di irresponsabilità e di poco rispetto per il consesso di cui loro stessi fanno parte in nome del popolo Civitese».

Per il consigliere comunale, al contrario, si doveva provare «ad acquistare più quote e, comunque, ricordo agli Assessori alla cultura e alla scuola che sarebbe stato auspicabile lasciare questa di eredità ai nostri nipoti e non tanti altri sprechi fatui e fantasiosi. La cultura non ha ritorno immediato di denaro ma è stata sempre il pane delle generazioni. Forse sarà pure un luogo comune, - conclude Angeletti - ma un popolo affamato ed ignorante si è sempre rivelato un boomerang per chi sottovaluta il cibo delle menti».

 

 

 

 

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