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Lsu, Cgil: la Regione non stabilizza ma rottama i lavoratori

   


virgolette

Chiesto un incontro con l'assessorato competente


di Gianni Ciccomartino - FpCgil Rieti
giovedì 24 novembre 2011


La soluzione proposta dalla Regione Lazio al problema degli Lsu impiegati nelle autonomie locali della regione assomiglia troppo alla 'soluzione finale'. Quanto prospettato ai lavoratori, senza alcun coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, non è altro che un sostanziale ricatto che pone i lavoratori di fronte a tre alternative: andarsene investendo un po' di soldi per avviare nuove attività, lavorare in nero o firmare un contratto di tre anni (+2 ?) che li porterebbe fuori dal bacino Lsu e che non si trasformerebbe mai in un lavoro a tempo indeterminato.

La Regione Lazio dimentica di dire che i comuni non possono assumere a tempo indeterminato a prescindere dalla legislazione vigente e che anche i tempi determinati potrebbero portare spesso i comuni a sforare i limiti di spesa per il personale con le conseguenze che conosciamo e mettendo in difficoltà le strutture tecniche, contabili e amministrative. Ancora una volta i lavoratori e l'offerta dei servizi ai cittadini sono piegati ai tempi dei mandati politici e allo slogan 'abbiamo sistemato tutti gli Lsu'. Soluzioni diverse c'erano e ci sono ancora a condizione che ognuno (Regione Lazio ed enti utilizzatori) si assuma, per le rispettive competenze, le proprie responsabilità.

Creare strutture di controllo sulle reti idriche, sui sistemi museali, sulla tutela del territorio in modo diverso sarebbe strato possibile, ma tutto questo avrebbe dovuto dire affrontare il tema in maniera seria e utilizzare le risorse disponibili per migliorare i servizi e la qualità della vita ai cittadini anche a costo di toccare e ledere qualche interesse. Per questo motivo la FP CGIL ha insistentemente chiesto un incontro con l'assessorato competente della Regione Lazio, ottenendo che nelle more di questo, si proroghi la scadenza capestro imposta ai lavoratori per fare domanda di contributo per la fuoriuscita (il 30 novembre).

Se alle dichiarazioni di intenti della Regione Lazio faranno seguito fatti concreti, nei prossimi giorni dovrebbe essere comunicato a tutti gli Enti coinvolti al proroga della scadenza del suddetto termine.

 

 

 

 

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