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Ambientalisti:«No, caro Boncompagni, così non va» |
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La relica delle associazioni PostTribù e Bassatensione alle dichiarazioni dell'assessore all'Ambiente |
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dalla Redazione
mercoledì 17 febbraio 2010
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«Apprendiamo nella giornata odierna, della nuova "sparata" dell'assessore all'Ambiente, Antonio Boncompagni, sulla necessità di rendere autosufficiente la provincia di Rieti nel settore dei rifiuti. Fin qui nulla di strano, anzi bene augurante per il portafoglio dei cittadini reatini se un giorno potessimo affrancarci dalla discarica di Viterbo. Il dubbio nasce quando l'assessore Boncompagni rilascia intendere che la soluzione finale allo smaltimento dei rifiuti sia uno "sviluppo del settore energetico eco-compatibile". Se sta parlando di impianto a cdr o peggio ancora di un “cancrovalorizzatore”, non sono certo questi i sistemi , oltre a far diminuire la Tarsu, anzi. Bruciare i rifiuti, è inutile ricordarlo per l'ennesima volta, è soluzione senza senso e anti-economica. Vuoi per l'ecosistema comunale (è ambiente chiuso e i fumi ristagnerebbero), vuoi perché non porta nessun aumento occupazionale e nessuna diminuzione della tassa, caso mai questa la si può raggiungere passando al sistema tariffario con la raccolta differenziata spinta».
Lo sostengono in un comunicato le associazioni Bassatensione e PostTribù che, rivolti a Boncompagni, aggiungono: «Se proprio non riesce a trovare interlocutori credibili all'interno del Comune (associazioni ambientaliste e amministratori), le chiediamo di rivolgersi ai colleghi di coalizione di Amatrice i quali hanno intrapreso la strategia dei "rifiuti zero" sull'esempio del centro di Vedelago. Il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, in un incontro a metà novembre, spiegava come “cambierà radicalmente il concetto di raccolta dei rifiuti in senso realmente ecologico con una vera raccolta differenziata porta a porta, senza l’ausilio di discariche e con grandi vantaggi economici, occupazionali, ambientali e di immagine” e “che potrebbe cambiare il modo di smaltire i rifiuti”».
«Carla Poli del centro di Vedelago (ma potremmo benissimo citare altre tecnologie altrettanto efficaci di riciclaggio totale) nell'occasione, ha illustrato l’attività del centro, che non si occupa quindi solo dello stoccaggio proveniente dalla differenziata, ma della gestione e trattamento di riciclo di tutti i materiali non pericolosi, che opportunamente trattati, vengono venduti sul mercato come materie prime seconde. All'incontro – proseguono - erano presenti anche molti sindaci e amministratori di Accumoli, Posta, Borbona, Cittareale, Micigliano e Antrodoco, nonché l'assessore della Provincia di Rieti Michele Beccarini, che si dimostrò favorevole, dichiarando di farsi “promotore di uno studio attento della questione ai fini dell’inserimento di questo impianto di riciclo nel Piano provinciale dei rifiuti, ma non potrò farlo da solo, avrò bisogno del supporto di tutti i sindaci dell’area”».
«Vorremmo anche ricordare all'assessore Boncompagni che fu lo stesso sindaco di Amatrice Pirozzi a ribadire che "siamo convinti che la soluzione al problema dei rifiuti non si risolve con gli inceneritori, ma con un riciclo virtuoso come quello che abbiamo proposto". Perché – chiedono gli ambientalisti - non provare ad imitarli? Quindi alla luce delle sue prese di posizione sul "termovalorizzatore" del depuratore in via Campo Saino del Consorzio industriale, perché è inquinante quell'impianto mentre non dovrebbe esserlo quello che lei ipotizza per i rifiuti? Se lei dovesse continuare a definire "eco-compatibile" l'incenerimento dei rifiuti, non insulta soltanto le associazioni ambientaliste, ma tutta la cittadinanza».
«E come non essere critici sull'imminente (speriamo questa volta lo sia davvero) partenza del sistema "porta a porta", se ancora persistono attriti con il resto dell'amministrazione comunale, vista la posizione del presidente della commissione Regolamento e Statuto, Moreno Imperatori, che ha sottolineato la non esistenza di regolamenti, né contrattuali né sanzionatori. Inoltre, se si prevede l'incentivo del " chi meno inquina, meno paga” perché non prevedere il passaggio dalla Tarsu alla Tia (tariffa igiene ambientale) nella quale è prevista una parte della tariffa fissa ed una variabile e cioè proprio a beneficio di chi "più si differenzia, più risparmia"? Altra possibilità di riduzione del tributo, la si poteva prevedere anche con il compostaggio domestico, anch'esso non presente nel piano, e che costituisce una parte fondamentale di riduzione dei rifiuti trattati».
«Quanto dobbiamo ancora attendere per una seria politica ambientale? C’è ancora tempo per risalire la classifica dei "comuni virtuosi". Non c’è più tempo – concludono - per chi è sensibile alla salute dei cittadini e all'ambiente».
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