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31/08/2010 22:32 

 

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31/08/2010 10:41 

 
 

   

 

 

L’inceneritore c’è e si vede

   


virgolette

L'Assessore Boncompagni non sa che l'inceneritore di fanghi è già stato realizzato?


di Antonio Ferraro - Cittadinanzattiva Rieti, Postribù
sabato 30 gennaio 2010


Non possiamo crederci. Tanto più che dovrebbe essere stato proprio il Comune di Rieti a concedere il permesso a costruire; oppure no? Oppure è arrivata forse la solita sanatoria ad impianto già fatto? Come è possibile dunque una mancanza totale di conoscenza degli atti della propria amministrazione?

Cosa ancor più grave, come è possibile che il Consorzio Industriale (nel cui Consiglio di amministrazione siedono rappresentanti di Comune e Provincia di Rieti) neghi prima l’esistenza dell’inceneritore e poi il fatto che si trattino rifiuti dall'esterno, vista l'indagine dei NOE in corso? Crediamo che le dimissioni dell'Assessore Boncompagni, se non di tutta la Giunta (“in sintonia con lui”), e del Presidente del Consorzio Ferroni debbano essere immediate (ovviamente non appena avranno avuto il tempo di verificare nei propri uffici l’incredibile “svista” amministrativa).

Inoltre, pur riconoscendo il rischio per “le alte emissioni rilasciate in atmosfera”, l’Assessore Boncompagni parla della non pregiudizialità all’eventuale dislocamento, distante dal centro abitato di Rieti, di un inceneritore di rifiuti; come se la salute degli abitanti delle campagne, delle frazioni di Rieti o degli altri centri della provincia possa essere sacrificata alle “leggi” della speculazione privata di pochi. È gravissima un’affermazione del genere, soprattutto fatta da un medico!

Ma questo è un aspetto deontologico che non spetta a noi toccare, anche se ci piace ricordare i numerosi documenti scientifici di Medici Italiani e Francesi al riguardo, i quali accertano inequivocabilmente l'incremento del rischio di contrarre patologie cancerogene e non solo in prossimità degli ormai ribattezzati “Cancrovalorizzatori”. A questo punto non possiamo far altro che chiederci chi ci possa tutelare, se da tutti i livelli istituzionali ci vengono imposti atti con tali conseguenze sulla salute pubblica, senza consultazione alcuna dei cittadini.

Tutto ciò è gravissimo e immorale. Chiediamo a tutti i politici locali interessati dalla vicenda di chiarire i motivi in base ai quali si è consentito che il depuratore di Rieti cominciasse a ricevere Rifiuti liquidi non condottati, tra cui percolati di discarica e fanghi dei trattamenti chimici, se il depuratore stesso è stato progettato per le esigenze del Servizio idrico integrato locale e non per trattare centinaia di tonnellate al giorno di rifiuti da fuori provincia. Come associazioni rappresentanti di cittadini pretendiamo un immediato chiarimento pubblico su quanto avvenuto e sta avvenendo.

Chiediamo infine a tutti gli organi di polizia di verificare la rispondenza di tutte le autorizzazioni concesse e se il “Cancrovalorizzatore” sia mai stato messo in funzione, anche solo per il collaudo.

 

 

 

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